BORGO SAN LORENZO – Son numeri incredibili, quelli del tesseramento Pd a Borgo San Lorenzo: un incremento del 169%! Un anno fa gli iscritti borghigiani –che nel 2014 si divisero in modo aspro per l’elezione del nuovo segretario (articolo qui) – erano 169. Adesso sono addirittura 455, con 286 nuovi iscritti.
Tutto questo ha una spiegazione. E i numeri dimostrano che la scalata ai vertici del PD borghigiano, organizzata da Paolo Omoboni quando decise di lasciare la vecchia tessera socialista e di iscriversi al partito di Renzi, insieme ai suoi di Borgo Migliore (articolo qui), è prossima ad avere successo.
Sono infatti molte le nuove tessere che vengono dal sindaco e da Borgo Migliore, e questo avrà effetti immediati sugli equilibri politici all’interno del partito borghigiano.
Merita ricordare la situazione. Nel Pd borghigiano vi erano –ed emersero con nettezza nello scontro congressuale- due fazioni. Una che ha come riferimenti gli assessori Cristina Becchi e Ilaria Bonanni, insieme al consigliere comunale Marco Miniati, l’altra che assomma la cosiddetta “vecchia guardia” –Notaro, Baggiani- e con loro l’ex-sindaco Giovanni Bettarini, il vicesindaco Enrico Paoli, la capogruppo Sonia Spacchini, Luigi Andreini, e alcuni giovani, e tra questi il presidente del Consiglio comunale Gabriele Timpanelli e la prima candidata alla segreteria pd Cristina Seneci.
Già nel precedente congresso il primo gruppo – quello di Becchi-Bonanni-Miniati – aveva dimostrato di essere più pesante in fatto di tessere, e solo una falsa mossa procedurale –con la candidatura ‘errata’ dell’assessore Becchi, che avrebbe poi dovuto dimettersi da assessore- portò, dopo mesi di tensioni, a un accordo, con la candidatura condivisa di Timpanelli (articolo qui).
Adesso però lo scenario è tutto diverso. Il pacchetto di tessere portato in dote da Omoboni modifica profondamente i rapporti di forza. Perché il sindaco e il suo gruppo da tempo hanno stretto alleanza con il gruppo Becchi-Bonanni-Miniati, e pare che controllino i due terzi delle 455 tessere borghigiane. Se si andrà alla conta, non ci sarà storia.
Probabile dunque che non vi sia, nei prossimi mesi, scontro aperto, ma un accordo politico fra le parti. Con la segreteria che con ogni probabilità andrà a una figura di fiducia del sindaco. Ancora è presto per far nomi, visto che il congresso comunale dovrebbe tenersi nel prossimo novembre. Ma, come si vede, le manovre non solo sono iniziate per tempo, ma si tratta già di grandi manovre. E non è escluso, che, se vi sarà un accordo tra le due fazioni, possano esservi anche dei cambiamenti in giunta.
Resta da dire della collocazione “nazionale” dei due gruppi in partita: nel gruppo Omoboni-Becchi-Bonanni sono radunati tutti i “renziani”, ma qualche “renziano” lo si trova anche nell’altro schieramento -lo è, ad esempio, Giovanni Bettarini-; anche se la gran parte di questi, renziani fino a ieri, ora sono tifosi del suo concorrente Andrea Orlando.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 marzo 2017




