MUGELLO – Spesso si dicono molte più cose stando in silenzio. Guarda i muri dove fino a pochi mesi fa si affiggevano manifesti. Manifesti per invitarti a un convegno, la locandina di un film, di uno spettacolo, l’annuncio di una sagra. Se sprofondi nei muri del Mugello, trascinato dalla curiosità, ti accorgi che l’ultimo foglio attaccato , una rarità, risale alla sagra di Scarperia, settembre se ben ricordo.Per il resto, un deserto. Anzi no. Peggio, molto peggio.
Risaltano i necrologi. Nel vuoto, occupano tutto lo spazio, testimoni di una normalità infranta dal coronavirus eppure presente, almeno per chi abbandona la vita. Da questa settimana, con la Toscana zona rossa, quei necrologi saranno una finestra sul vero, come le chiacchiere dal fornaio e l’epidemia di informazioni che rimbalza dalla televisione.
Un silenzio parlante.
Durerà ancora ma non avere dubbi: la vita prevale, è più forte, anche se dai balconi non sventolano più le lenzuola piene di messaggi di pace, di coraggio, di ‘ce la faremo’ scarabocchiati col pennarello.
La vita prevale nell’incertezza, nel caos, l’avventura che ci è dato di vivere. Immaginarci immortali è stata una prova di tracotanza. Siamo tutti figli di Eva, peccatori e mortali. Ma proprio lei ci ha dato la forza per restare in piedi.
Riccardo Nencini
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 novembre 2020




