LUCO DI MUGELLO – Per sessanta anni ha impastato e cotto il pane per i mugellani. E ora Firenze Faini se ne è andato. Una figura conosciutissima in Mugello, una figura d’altri tempi, sempre cortese, sempre interessato ai problemi della zona, e impegnato su tanti fronti. E’ stato nel Consiglio d’amministrazione della Cassa di Credito Rurale e Artigiana del Mugello -poi Banca del Mugello-, è stato infaticabile e appassionato animatore del Gruppo d’Erci e del suo museo della Civiltà Contadina. Anzi, ne è stato tra i fondatori, e ne è sempre stato il presidente, realizzando, insieme ad altri amici luchesi, una delle principali realtà culturali e museali dell’intero Mugello. E lì era sempre pronto a dare una mano e a partecipare, compresa la recente iniziativa degli olivicoltori del Mugello, la cui associazione è nata proprio a Casa d’Erci, con lui presente (articolo qui).

Ma soprattutto è stato il fondatore di uno dei principali forni del Mugello, il Panificio Faini -ora guidato dal figlio Paolo-. Non solo un’azienda come tante, fondata nel 1960, ma un’azienda radicatissima sul territorio: e non a caso quando, ormai molti anni fa, nacque l’idea del “Pane del Mugello”, fu subito convinto assertore della creazione di un Consorzio per la valorizzazione e la diffusione di questo prodotto. Che sta avendo un crescente successo (articolo qui).
L’ultima sua uscita pubblica era stato un ringraziamento. Nel luglio scorso aveva voluto acquistare uno spazio sul quotidiano La Nazione per ringraziare i medici dell’ospedale di Borgo San Lorenzo -e anche “Il Filo” ben volentieri aveva pubblicato il suo pensiero (articolo qui): stava combattendo un brutto male, e i sanitari lo avevano rimesso in carreggiata. E lui sentiva forte il desiderio di dire pubblicamente il proprio grazie. Firenze Faini, fornaio gentile, era così. E ne sentiremo la mancanza.
Paolo Guidotti
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 novembre 2020





7 commenti
Grazie di cuore per aver ricordato così bene mio zio.
un commosso saluto a una persona di un spessore umano culturale e di carisma superiore
Un grazie speciale a mio zio Firenze, esempio di passione e disponibilità per tutti.
Leonardo
Una vita bellissima, utile a sé e agli altri.Buon Viaggio, Amico!
Faini Firenze
Un uomo che a Luco si è realizzato perché ha tanto lavorato e ha potuto dare il lavoro a chi non sapeva come fare. Il suo pane è da tutti apprezzato!Grazie Firenze di quello che ci hai dato!
Sono certa che lo zio Firenze adesso ci guarderà da lassù con il suo sorriso gentile, la stessa passione e lo stesso amore che aveva nel fare il suo lavoro di fornaio. Me lo immagino già intento con le sue grandi mani a sfornare il pane per tutti gli angeli del Paradiso, la morte infatti non è la fine di tutto, ma un nuovo inizio nella Casa del Padre. Ciao zio! Proteggici da lassù in questo periodo così difficile.
Quello che ricordo con tanta gratitudine di mio zio è la sua semplicità di cuore, il suo accogliere la realtà nel bene e nel male essendo grato per ogni istante, lieto della vita vissuta, stupito nel ricordarla con tutte le sue circostanze. Mi ha tanto colpito, quando per la festa del suo cinquantesimo di matrimonio, contento raccontava della sua vita, del lavoro e degli anni vissuti insieme alla zia Loretta, era un uomo innamorato contento del passato e del presente. Grazie di tutto zio Firenze.