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BORGO SAN LORENZO – Dopo l’alluvione di Firenze nel 1966, furono in tanti a rimboccarsi le maniche per dare una mano. Non solo gli “Angeli del fango” ma giovani da tutto il mondo si sono riuniti per aiutare. Tra loro un gruppo di allievi del corso di laurea in Ingegneria Forestale del Politecnico Federale Svizzero – l’ETH – di Zurigo. Il team ed il loro impegno verranno ricordati e celebrati sabato 22 a Firenze.
Il loro contributo è stato quello di rimboscare un terreno semi abbandonato nel Mugello, piantando 13.000 piante di Douglasia, una conifera sempreverde, e di Pino nero; messe a disposizione dal vivaio di Vallombrosa. Non un opera di mero abbellimento ma un’operazione per rallentare il deflusso delle acque nel bacino per ridurre la portata di piena ed attenuarne la forza erosiva.
Nasce così il “Bosco degli svizzeri”, grazie alla passione di un gruppo di giovani entusiasti, capaci di donare il proprio tempo ed il proprio impegno ad un territorio e ad una popolazione che incontravano per la prima volta.
Per questo sabato 22 novembre si terrà l’incontro “La solidarietà della Svizzere per Firenze e la Toscana alluvionata nel 1966. Il Bosco degli Svizzeri”, nella sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, a partire dalle 9.00. Una giornata nata non solo per ricordare e celebrare questo grande atto di solidarietà ma per presentare anche le idee progettuali per l’impiego del legno derivante dal bosco che oramai è maturo. L’occasione, inoltre, permetterà di presentare i recenti sviluppi della ricerca scientifica nell’ambito della gestione della vegetazione nei fiumi in riferimento alle problematiche relative al rischio idraulico.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 novembre 2017



