BORGO SAN LORENZO – È indiscutibile che il fluire delle immagini del “ Grande alveare” (articolo qui) susciti un senso di nostalgia e di commozione. Volti sorridenti, distesi, che esprimono la felicità di stare insieme, certamente marcano una forte differenza con il diffuso individualismo e particolarismo dei nostri giorni. Se poi pensiamo che l’oratorio era frequentato da quasi tutti i giovani di Borgo a prescindere dall’estrazione sociale, la cosa appare particolarmente significativa. C’era chi viveva nell’abbondanza e chi in una certa ristrettezza, chi aveva genitori democristiani e chi comunisti o di altri partiti. Non che non ci fossero discussioni, anche dure, ma la convivenza era – per così dire – garantita da un comune sguardo positivo verso il futuro. Il darsi da fare con lo studio, la professione, il lavoro era una propensione comune.
Non ci si sentiva isolati, c’era un sentimento – più o meno esplicito – della necessità di crescere insieme, altrimenti non si sarebbe andati da nessuna parte. È evidente il grande ruolo che hanno avuto i sacerdoti che si sono succeduti, ma c’era anche tutto un paese, a prescindere dalle divisioni ideologiche e politiche, che promuoveva fiducia nel futuro. E per costruire il futuro tutti erano una risorsa, anche gli avversari.
Dunque, un po’ di nostalgia va bene – è naturale -, ma da nostalgia del passato deve trasformarsi in nostalgia di futuro. Lo specchietto retrovisore non serve per dare l’ultima occhiata ad un bel paesaggio che s’allontana, ma per fare in sicurezza un sorpasso verso un paesaggio nuovo!
Guardiamo allora alle immagini del “Grande alveare” con sguardo sincero: si vede benissimo che tutti si guardano con gli occhi dell’amicizia. Solo in amicizia si costruisce – talvolta anche litigando – il futuro; si costruiscono le condizioni affinché ciascuno esprima il meglio di sé in ogni campo in cui si trova ad operare: nella ricerca, nel lavoro, nelle professioni, nello studio, nell’arte, nella politica, nella famiglia, nella società etc.
Tutto qui? Si tutto qui, ma è una cosa grandissima!
Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 gennaio 2018





1 commento
Condivido pienamente l’articolo e ringrazio “il Gibe” per questa riflessione che sbircia il passato per dare una immensa carica di futuro. Giovani e adulti riscopriamo il vero valore dell’amicizia e dello stare insieme unita alla voglia di fare, di agire. Sono convinto che ognuno di noi ha responsabilità sul proprio futuro e su quello degli altri.