
FIRENZE – Mohammed Wally è il primo richiedente asilo che verrà ospitato da una famiglia, secondo un nuovo progetto sviluppato a livello regionale un anno fa e autorizzato a luglio dal Viminale. La sua storia passa anche dal Mugello, in cui – racconta – ha imparato a cucinare a Dicomano, dove ha frequentato un corso di nove mesi, ed è stato ospitato a Polcanto, frazione borghigiana in cui c’è una struttura d’accoglienza gestita dalla cooperativa “Il Cenacolo”, parte del consorzio Co&So.
Alla cooperativa raccontano il suo entusiasmo nel partecipare ai laboratori proposti, dal giardinaggio alla falegnameria fino alla cucina. Ha avuto anche un’esperienza in un ristorante, e si è distinto nel laboratorio di teatro e grazie ad uno spettacolo allestito dal centro, in cui era tra i protagonisti, ha vinto una borsa di studio per un corso di recitazione presso il Laboratorio Nove di Sesto Fiorentino. Tutto ciò non lo ha distratto dallo studio: infatti Mohammed ha seguito i corsi di lingua e a settembre ha passato con successo l’esame per l’iscrizione alla terza media. Seguirà le lezioni alla Beato Angelico di Firenze.
Lo accoglieranno per sei mesi in piazza d’Azeglio la giornalista Letizia Della Luna, suo marito e i suoi tre figli, una delle 73 famiglie toscane che hanno dato la disponibilità ad ospitare le persone che fuggono da guerre e persecuzioni. E la storia di Mohammed prima dell’arrivo in Mugello non è stata semplice, orfano di 21 anni, senza parenti. “Nel mio paese ci sono due problemi – racconta il ragazzo – il regime feroce e l’omofobia”.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 ottobre 2016




