Mi affaccio dalla spalletta del ponte che ne attraversa l’alveo seccato, all’altezza della nano rotonda sulla diramazione per il quartiere di Cardetole, San Piero a Sieve. L’impressione è quella di trovarsi a rendere omaggio ad un feretro morto da tempo. In effetti, ormai da qualche anno, almeno dal 2005. Purtroppo il colpo d’occhio non lascia alcun dubbio. Il cadavere appare mummificato. L’acqua non c’è più. Nessuna magia. Secondo il principio della chimica, ovvero niente si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, l’acqua è sparita. Captata e riversata nel versante di Sesto Fiorentino, a seguito dei lavori per la costruzione della ferrovia ad alta velocità. Non è affatto un problema di siccità, non lo è mai stato. Nonostante un farsesco tentativo iniziale della politica di attribuirne la causa alla meteorologia ed ai cambiamenti climatici. Lo scempio del torrente Carza ha già un colpevole. E’ il progetto superficiale, frettoloso e scarsamente professionale, presentato e realizzato da RFI e CAVET, con il compiacimento, appunto, della politica. Ecco gli ingredienti : pochi controlli, nessuna ammissione di responsabilità, impunità tecnica e politica, dissimulazione sui danni, incapacità di porvi rimedio. Intendiamoci subito. Nessuno può imputare la perdita dell’acqua alle Amministrazioni Comunali, disseminate lungo quell’asta torrentizia. Altrettanto, nessuno può accusare l’impegno degli Enti territoriali per la mancanza, nella loro dote istituzionale, della rabdomanzia. Tuttavia, a distanza di oltre dieci anni, scevro da ogni pur minimo dubbio, la politica e l’amministrazione pubblica, in senso lato, avrebbero dovuto farsi carico di una progettualità pragmatica per, se non risolvere, almeno attenuare il disastro ambientale. Niente è stato fatto. Siamo al nulla conclamato. Tranne qualche proclama di circostanza ed una effimera attestazione del danno in atto. Occorreva qualcosa di più. Oltre i discorsi, s’imponeva la concretezza di un progetto. Sibbene, un’ipotesi messa su carta. La politica nostrana, tramite il proprio braccio operativo deputato ai problemi idrici, Publiacqua s.p.a., ha inscenata l’ennesima operetta. La messa in funzione di una condotta, per la verità un “tubicino”, come documenta l’immagine fotografica, per rilanciare la portata del torrente.
Condotta di rilancio idrico, realizzata da Publiacqua s.p.a., per la mitigazione del danno ambientale – con il commento ironico del Comitato “Carzaviva”, che da anni si batte per il ripristino della portata torrentizia – (foto Fabio Niccolai).
Più che una soluzione operativa e scientifica questo approntamento ha i connotati della presa in giro. Del resto l’inconsistenza di questa realizzazione, peraltro ironicamente commentata dal Comitato “Carzaviva”, l’associazione di cittadini che da anni si batte per riavere l’acqua nel torrente, è stata di nuovo appurata nel corso di questa estate bollente. Prima con la moria dei pesci (articolo qui), poi con la mutazione dell’alveo in un pascolo.
(foto Luigi Cappetti, Filippo Zerini, Cristina Tarchiani)
Termino, infine, ricordando che, per questa faccenda, in una precedente Amministrazione Municipale (legislazione 2004-2009), un Consigliere Comunale, della maggioranza, rimise il proprio mandato, sgomento per il lassismo di quella Giunta. E’ indubbio che qualcuno, allora, non abbia capito di essere davanti ad una seria emergenza. Ciò è continuato anche in seguito. Ed ancor oggi nulla è cambiato. Alla memoria, per non dimenticare.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Settembre 2015












1 commento
Purtroppo come Sampierino ho vissuto e seguo la tristre vicenda dal 2006, il danno ambientale perpretato è irreversibile e Gianni Frilli ha riassunto benissimo fin dalle dimissioni del Consigliere dell’allora Margherita, l’azione di denuncia e la volontà di recuperare il Carza dei Sampierini. Purtroppo non riusciamo a far affrontare il problema con la determinazione che risulta indispensabile, neppure 1000 firme sono riuscite dare forza all’azione Amministrativa e/o legale. I ns. Amministratori confermano una “prudenza” sull’argomento Carza decisamente sconcertante, ormai forse rassegnati allo stato di fatto. Come Comitato Carzaviva abbiamo proposto al Comune di Scarperia e San Piero ed all’Unione Montana Comuni Mugello di riprendere l’azione progettuale e ripartire con l’azione legale, ma il tempo passa… e lo scempio ambientale si ripete ogni estate