
Come ogni anno l’estate sta per finire, gli studenti si accingono a riprendere l’anno scolastico, ma non sempre è così semplice. Chi durante l’anno ha riportato insufficienze in una o piùmaterie (fino a un massimo di 4 in casi eccezionali) si dice “in sospensione di giudizio”, e sarà sottoposto, nel mese di settembre, a delle verifiche scritte e/o orali dalle quali si deciderà se promuovere o meno il ragazzo alla classe successiva.
Non sempre uno studente riesce effettivamente a recuperare le carenze, tuttavia spesso vengono promossi comunque. Ma spesso non è sempre, quindi ci si chiede: “sarò promosso, oppure no?”
Parlando direttamente con gli studenti emerge che la risposta non è affatto chiara. Uno studente di terza linguistico afferma: “Non bisogna preoccuparsi, basta studiare un po’ e a settembre passano tutti”.
Una studentessa di quarta scientifico contesta: “Ma se le materie sono tante e non le recuperi è facile che tu possa bocciare”.
E uno di quarta tecnico commerciale invece: “Vorrei saperlo anch’io, ho paura che gli scritti siano andati male e che agli orali abbiano già deciso”.
Ma andando a chiedere proprio a chi valuta, cioè i professori, la risposta sembra essere ben più articolata. Da colloqui tenuti con diversi insegnanti si evince che non sia possibile dare una risposta precisa, perché ogni ragazzo è un caso isolato e a parte. Non è mai il singolo professore che ha dato l’insufficienza o il singolo coordinatore a deciderne le sorti, bensì tutti i professori del consiglio di classe democraticamente. Il che è anche un modo per non far ricadere la responsabilità su di una sola persona.
Per quanto riguarda chi è rimandato ad una sola materia è sfatato il mito che la bocciatura sia impossibile. È sucesso, è una possibilità reale sebbene rara, ma in questo caso l’improntante è non andare peggio di come si andava durante l’anno, più si riesce a migliorare, più le probabilità di bocciatura si avvicinano allo zero.
Per chi invece ha 2 o 3 materie il discorso è sempre lo stesso, bisogna dare l’impressione di un miglioramento. Non è chiaro quanto e come una materia che si riesce a recuperare bene possa sopperire ad un altra che va male. Le variabili in gioco sono molte, e la maggior parte di queste hanno a che fare con l’andamento durante l’anno scolastico.
In parole povere meno ci si è impegnati, meno i professori saranno clementi.
Da 3 a 4 materie ciò che va appurato è se il ragazzo ha effettivamente gli strumenti per affrontare l’anno successivo.
Perché la bocciatura non è (o non sempre) una punizione, ci sono casi in cui si boccia per evitare un anno disastrato in una classe che non si è in grado di affrontare.
E qualsiasi numero di materie si abbia, essere beccati a copiare significa automaticamente non aver recuperato la materia.
Ricapitolando, non bisogna fare altro che rilassarsi, è sufficiente far vedere di riuscire a mettere impegno e migliorarsi, non copiare, e soprattutto non copiare con il cellulare.
Francesco Colaianni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 settembre 2015




