BORGO SAN LORENZO – Il TG regionale, Canale 5, “L’aria che tira” di La7, e poi tutti i giornali. Borgo San Lorenzo in questi giorni è stato rammentato spesso, ma per una vicenda non bella, e piuttosto imbarazzante, quella dell’inchiesta della Guardia di Finanza sui comportamenti di molti dei dipendenti del cantiere comunale borghigiano.
Abbiamo chiesto al sindaco che cose ne pensa, come risponde a chi lo addita come principale responsabile, e che cosa l’amministrazione ha fatto e intende fare.
Paolo Omoboni così ci ha risposto.
Brutta storia, vero? Certamente sono amareggiato, perché questi episodi non fanno bene al nostro Comune, che è dotato di risorse umane che sono eccellenze in competenza e serietà. Tanti dipendenti amano il loro lavoro e lo fanno bene, al servizio della comunità borghigiana. Questo non deve essere dimenticato e non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ma c’è la voglia di superare questo momento delicato, profondendo ancor più impegno e caparbietà.
Tutto questo sta provocando nell’amministrazione comunale, al di là di un clima pesante all’interno, anche concrete conseguenze negative. Quali sono nello specifico? Io non posso accettare che a Borgo San Lorenzo si dia l’immagine che sta uscendo. C’è un danno d’immagine notevole. Oltre al danno economico per garantire i servizi. Il cantiere di fatto è dimezzato per tre mesi. Le persone sospese comunque hanno diritto a ricevere il 50% dello stipendio (e il restante viene accantonato per il dopo chiusura indagini). Quindi per garantire i servizi essenziali abbiamo impegnato risorse in più del nostro bilancio. Al Prefetto scriverò, per segnalare che non saremmo in grado, senza personale, di far fronte a eventuali emergenze, a cominciare dalle nevicate.
Pensate siano necessari interventi e provvedimenti disciplinari, al di là dei risvolti giudiziari? Attendiamo con fiducia a breve la conclusioni dell’inchiesta. Dopo faremo le valutazioni del caso ma mi pare evidente, comunque finiscano le indagini, che qualcosa dovrà cambiare.
Ma, si chiede la gente, ci sono stati sufficienti controlli? Sembra che certi comportamenti fossero ormai vecchie abitudini: addirittura uno degli indagati dichiara agli inquirenti, ammettendo di riparare in orario di lavoro all’interno del cantiere auto per gli amici “come talvolta era stato richiesto da appartenenti alla vecchia amministrazione”. Possibile che non sapeste niente, o che il capocantiere non si fosse accorto di niente? Questa storia del “si sapeva” lascia il tempo che trova: chi sapeva doveva denunciare. Non credo che si possa chiedere a qualcuno di seguire uno per uno i dipendenti. Il rapporto tra Amministrazione e dipendenti è e deve essere di fiducia, oltre che di rispetto delle regole. La giustizia farà il suo corso, e certo le regole devono essere rispettate. Nessuna concessione al lassismo o a brutte abitudini.
E ricordo che sulla gestione del cantiere questa amministrazione è intervenuta concretamente, per migliorarne il lavoro: una modifica degli orari degli operai, adeguandoli alle esigenze principali legate ai servizi, la programmazione mensile dei lavori, la redazione dei rapporti giornalieri che ogni addetto è tenuto a stilare per controllare l’avanzamento dei lavori, la suddivisione del lavoro per squadre. Si tratta di organizzazione del lavoro, la materia su cui dovevamo e potevamo intervenire, e lo abbiamo fatto.
Nelle ipotesi finora circolate stiamo invece parlando di reati che sono cosa totalmente diversa, che sono personali e non hanno a che vedere con la macchina organizzativa. I contratti di lavoro, gli orari si rispettano. Nessun dipendente pubblico ha bisogno di qualcuno che glielo ricordi. Non può esistere la cultura dell’alibi, per cui è sempre colpa di qualcun altro. E ripeto, adesso stiamo parlando di ipotesi, ma la responsabilità è sempre personale. Se e sottolineo se, venisse appurato che qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi le conseguenze previste.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 dicembre 2017


5 commenti
Lo sapevano tutti e stavano zitti come sempre accade,altro che 50%,senza stipendio e se poi non era vero (ma sicuramente lo è) prenderanno gli arretrati. Molta gente senza lavoro e questi levano lavoro ad altri oltre a prendere in giro tutti noi. Che schifo…
Voglio dire grazie a tutti quei lavoratori adesso alla gogna mediatica per tutte le volte che sono stati presenti sul territorio a togliere. Le neve oltre il proprio orario vorrei dire di aprire gli occhi a chi non crede che questo non sia l’ennesimo tentativo di dare tutto al privato così ci mangia il politico di turno. La mia sarà una voce fuori dal coro ma se anche ci sono stati dei comportamenti dei lavoratori non del tutto corretti bastava intervenire e rimetterli in carreggiata senza arrivare a questo , almeno avranno il pretesto per l’appalto
Domandone retorico:
Ma chi deve controllare dove stava?
Come sempre, sembra quasi che tutti cadano dal pero.
Signor sindaco, come dice, i dipendenti non si possono seguire uno per uno, ma dai video si notava che alcune “attività illecite” (mi vien da ridere) si svolgessero direttamente dentro al cantiere comunale (mi riferisco al riparare le macchine o al “perdere tempo” dopo aver timbrato).
Quindi non sarebbe stato necessario inseguirli.
È giusto che chi ha sbagliato paghi, ma il metodo, alla fine, quanto ci costa? L’indagine della guardia di finanza ha avuto sicuramente un costo, non sarebbe bastato fare una indagine interna?
Siccome a pensare male si fa peccato, tutta questa storia mette il dubbio che sia stata manovrata ad ok, che per non dover prendere decisioni, che avrebbero aperto conflitti, si sia voluti ricorrere ad un “terzo” (la GDF, appunto) invece di prendere la responsabilità di fare tutto internamente.
Ripeto, a pensare male si fa peccato, ma a me il dubbio che si sia usata la GDF per non sporcarsi le mani mi è venuto.
Se alcune “attività illecite” erano diventate abitudine, vuol dire che chi dirigeva il lavoro non ne era capace. E il rimarcare che “son state le singole persone” a sbagliare quando oltre il 50% degli stessi son stati sospesi non regge. Tutto il sistema vacilla.
Come ha detto qualcuno degli intervistati dalle varie TV che si sono abbuffate di questo pseudoscandalo, il pesce puzza sempre dalla testa.
Io vi saluto con una “rima” di de Andrè.
Per quanto voi vi crediate assolti,
siete per sempre coinvolti.