FIRENZE – Nuovo capitolo della tragedia di Sant’Agata, frazione mugellana nel Comune di Scarperia e San Piero, avvenuta a metà settembre 2018 (articolo qui). Il giudice Fabio Frangini ha assolto lo psichiatra che, poco tempo prima della notte in cui Niccolò Patriarchi tentò di uccidere la moglie Annalisa Landi e tolse la vita al figlio Michele di appena un anno, aveva visitato l’uomo e non aveva colto alcun pericolo. La notizia è di questa mattina, 13 febbraio 2020, pubblicata su La Nazione.
“Pur conoscendo la patologia e tutto il suo lungo background – scrive Frangini – il perito di più che provata esperienza non ha avuto la possibilità di prevedere, nonostante l’attentissima analisi, il possibile ulteriore e tragico sfogo che sarebbe emerso di lì a poche settimane”. Prosegue il giudice: “Si tratta di una situazione che mette certamente a nudo le difficoltà di diagnosi e di valutazione da effettuare in questo campo dalla medicina”.
Patriarchi soffre dall’età di 18 anni di una malattia mentale, rappresentata dal dis-controllo degli impulsi, ed è sempre stato seguito sempre da specialisti. Il processo per omicidio, concluso in rito abbreviato ad ottobre scorso (articolo qui), lo ha visto condannato a 20 anni ed è stata disposta una provvisionale di 180mila euro nei confronti delle parti civili. Il giudice ha poi ordinato che, a conclusione della pena, Patriarchi dovrà scontare, per un periodo non inferiore ai tre anni, la reclusione in una casa di cura.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 febbraio 2020



1 commento
Non capisco, se il Patriarchi è malato di mente perché è stato condannato a 20 anni di reclusione e dopo! a tre anni di cure. La medicina non è una scienza esatta e meno ancora la psichiatria, ma questo inoppugnabile assunto spesso i giudici e la stessa comunicazione medica dimenticano. Ho pietà per la madre che in una volta ha perso il figlio ed il marito, ma anche per l’inferno di vita che vivrà il padre.