PALAZZUOLO SUL SENIO – Il giovane palazzzuolese Alessio Meloni, che è stato anche candidato alle elezioni regionali con il Partito Democratico (articolo qui) sabato pomeriggio, 31 Gennaio, ha partecipato a Torino al corteo in sostegno di Askatasuna, il centro sociale sgomberato a metà Dicembre. Una manifestazione della quale si è molto parlato in questi giorni, in quanto al suo interno si sono sviluppati gravi episodi di violenza e che è stata, tra le altre cose, duramente condannata lunedì 2 Febbraio da una nota di Fratelli d’Italia Mugello, che esprimeva vicinanza agli agenti feriti, spiegando: “Non si può più tollerare che chi indossa una divisa per garantire la sicurezza e la legalità nel nostro Paese venga aggredito da delinquenti travestiti da manifestanti”. Questi, oggi, il contributo e la testimonianza di Alessio Meloni:
Un giorno per Askatasuna
“Askatasuna”, dal basco: che significa libertàPremetto una cosa chiara: mi dissocio senza ambiguità da ogni forma di violenza. Qualcuno si chiederà: perché partire da Palazzuolo sul Senio e andare a sostenere uno dei più grandi centri sociali d’Italia?
La risposta è semplice: per il diritto di esistere.Leggo e vedo molti commenti che sostengono che un centro sociale “andava smantellato”, ma pochi riflettono su che spazio ha dato alla città e su che senso di comunità ha costruito negli anni. Leggo anche: “Per Askatasuna si scende in piazza, per gli italiani no?” Allora la domanda la faccio io.
Perché non siete scesi in piazza con noi dal 2023 al 2025 per:
- gli operai,
- gli insegnanti,
- il trasporto pubblico?
Per la Palestina, in piazza c’erano giovani, bambini, anziani, operai, insegnanti, commercianti.
Anche lì non c’eravate.Adesso però fate la predica perché una manifestazione è finita con episodi di violenza, senza neanche provare a capire che quando 49 mila persone scendono in piazza in modo pacifico non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma bisognerebbe chiedersi perché quelle 49 mila persone erano lì.
Nel corteo a cui ho partecipato io c’erano giovani, meno giovani, anziani, lavoratori di ogni tipo.
Voi no.Perché queste manifestazioni, che da anni non riuscite a capire, non hanno un colore politico.
Avete una visione rigida, incapace di accettare il contraddittorio.Nel corteo che ho vissuto io non si è mossa una sola persona con l’intenzione di cercare la violenza.
Poi, dall’esterno, sono arrivate persone con l’obiettivo di rovinare tutto. E purtroppo ci sono riuscite.Ma le immagini che ho raccolto raccontano un’altra storia:
- una signora anziana con la voglia di sostenere le proprie battaglie sociali;
- un corteo che camminava, cantava, stava insieme.
Ridurre tutto solo al finale non è giusto. Non per me, non per chi c’era, non per nessuno. La storia va affrontata in modo sincero, non comodo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Febbraio 2026







2 commenti
Bravo il ragazzo una domanda come mai nessuno è sceso in piazza a sostegno degli Ukrainici contro Putin ???? più di un milione di morti..attenzione l’ ipocrisia alimenta la violenza………questa era una manifestazione contro il governo….io negli ultimi decenni ho sempre rispettato che è stato eletto democraticamente……è democrazia sentire autorevoli personaggi dare di fascista a tutti…..io spero solo che la sx ritorni a governare in modo che tutta questa continua protesta.. su tutto abbia fine
Bravo Alessio.
Io sto completamente con te, coi manifestanti pacifici.
Così come sto con gli agenti di polizia aggrediti.
I capi dei manifestanti violenti strumentalizzano le manifestazioni pacifiche ai lori fini intolleranti. Io non sto con loro. Loro non mi rappresentano. Sono miei nemici.
I capi gli organi di polizia sanno chi sono i violenti. Perché non gli impediscono di accedere alle manifestazioni pacifiche? Io non sto neppure con questi capi.
Da sempre i capi hanno avuto poca considerazione degli ultimi, poco interesse che a rischiare la pelle siano gli ultimi, non loro.
Per questo io sto con gli ultimi e contro i capi, di qualsiasi parte siano.