L’impianto eolico sul Monte Gazzaro
Quando gli Dèi abitavano e frequentavano la Terra non disdegnavano gli abissi marini, le sorgenti, le foreste e persino le solfatare e i vulcani. Ma gli Dèi celesti, quelli che abitavano oltre le nubi sulla cima dell’Olimpo, quando si muovevano preferivano camminare sui crinali dei monti: erano piú sicuri e offrivano orizzonti piú ampi e piú consoni alla loro natura.
Proprio come i viandanti e i pellegrini del Medioevo, che evitavano le sponde dei fiumi e dei torrenti, sempre pronti a esondare, e le gole strette che ne avrebbero fatto facile preda dei banditi. E poi camminando in alto, senza ostacoli davanti agli occhi, era piú facile orientarsi in un’epoca in cui la bussola non era stata ancora inventata e quanto a segnaletica stradale erano messi abbastanza male.
Sulla viabilità di valico tra Firenze e Bologna dall’epoca romana all’età moderna sono stati fatti molti studi, partendo dai quali negli ultimi decenni è stata recuperata una rete di sentieri e di percorsi, transitabili a piedi e in gran parte anche a cavallo e in mountain-bike, che congiungono i due capoluoghi. E cosí, mentre gli uomini d’affari voraci di tempo e di hamburger espressi corrono sulle frecce e sugli itali nel lungo buco nero che ha forato l’Appennino e drenato l’acqua del Mugello, è possibile muoversi da Bologna, con calma, e raggiungere a piedi Firenze in soli sette giorni (se uno è di gamba buona può farcela in cinque giorni). I sentieri corrono sui crinali: sono i percorsi del Medioevo e degli Dèi. E proprio “Via degli Déi” è il nome dato a questo tracciato, lungo il quale, oltre a paesaggi stupendi , si incontrano posti di ristoro e strutture ricettive, fatta salva la possibilità di portarsi dietro tenda e viveri e, quindi, di non aver bisogno di nessuno (o quasi).
Proprio da parte degli operatori turistici sono forniti dati molto interessanti: che 1000 escursionisti (specie i giovanissimi) compiono il viaggio a costo zero portando con sé tenda e viveri, 1000 escursionisti stranieri spendono 500 Euro per il percorso per un totale di 500.000 euro, 1000 escursionisti medi che spendono 350 euro cioè 350.000 euro complessivi, 400.000 euro vengono dai 2000 giovani che si adattano con soluzioni da circa 200 euro. In un anno arrivano all’economia turistica di montagna 1.250.000 euro che, con i tempi che corrono, non sono poca cosa. Altri calcoli, basati – oltre che sulle presenze nelle struttura ricettive – sulla copie di guide e cartine vendute, portano il numero di transiti addirittura a 8.000.
Di fronte a questi dati non stupisce che, venuti a conoscenza della proposta di costruire un impianto eolico industriale sul crinale del Monte Gazzaro, tra l’Osteria Bruciata e la Futa, con le pale installate proprio sul tracciato della Via degli Dèi, molti operatori turistici si sono mobilitati. Da Sasso Marconi e Monzuno a Bivigliano, passando per Firenzuola, Scarperia e San Piero a Sieve, in tredici hanno firmato una richiesta alla Regione Toscana perché non venga autorizzata la costruzione di un impianto che distruggerebbe non soltanto il paesaggio ma anche una economia diffusa sul territorio. E tutto per un contributo insignificante alla produzione di energia da fonti rinnovabili e un grande ritorno economico a un’unica impresa.
Luciano Ardiccioni
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, fascicolo 256 febbraio 2014
LE TAPPE DEL SENTIERO DEGLI DEI




