BORGO SAN LORENZO – Lo scorso giovedì 16 febbraio si è svolta una commissione consiliare sulla ludopatia, ovvero sulla dipendenza dal gioco d’azzardo. Ospiti della commissione il comandante della polizia Municipale dell’Unione dei comuni del Mugello Marco Bambi, Simona Neri sindaco di Pergine Valdarno e coordinatrice ANCI Toscana per la ludopatia, per il SerD la dottoressa Angela Guidi e la sociologa Annalisa Guasti.
Dopo l’introduzione e i saluti del sindaco Omoboni, la consigliera Cerbai ha presentato la sua ricerca sul GAP – Gioco d’Azzardo Patologico -. Simona Neri informa che ANCI ha preparato una bozza di regolamento sulla ludopatia e, in attesa del parere dei legali di Anci e della Commissione Sanità, tale regolamento sarà diffuso fra i 276 comuni della Toscana.
Il censimento fatto sulle sale gioco e gli esercizi che ospitano macchinette per il gioco con vincite in denaro nel comune di Borgo San Lorenzo, eseguito su richiesta della consigliera, è stato esposto da Bambi: le sale gioco sono 4, e ospitano 34 postazioni gioco; le postazioni dislocate fra gli esercizi sono 42. Tutti ritengono necessario il monitoraggio delle postazioni da gioco e una mappatura più completa.
Cerbai informa che ha già preso contatto con il SerD, con l’intenzione di concordare interventi futuri, e la sociologa Guasti riferisce dell’incontro avvenuto con alcuni gestori di giochi con vincita in denaro. La nuova legge infatti prevede una formazione obbligatoria per i gestori di slot, VLT e sale scommesse, o comunque di giochi con vincite in denaro perché, sottolinea Cerbai, chi vuol offrire gioco dovrà adeguarsi alle regole – prevenzione e controllo sociale – e avere strumenti per riconoscere ed avvicinare il giocatore patologico – intercettazione -. La nuova legge prevede il divieto di apertura di centri scommesse e di istallazioni di apparecchi per il gioco a una distanza inferiore a 500m (misurata in base al percorso pedonale più breve) da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.
I comuni possono individuare altri luoghi sensibili nei quali non è ammessa l’apertura, tenendo conto dell’impatto sul contesto urbano, nonché dei problemi connessi alla viabilità, all’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica.
Seguiranno altri incontri con sviluppi relativi a progetti di prevenzione considerando opportunità di interventi nelle scuole. Il lavoro sarà portato anche nelle tre commissioni congiunte dell’Unione perché tutto il Mugello si muova nella stessa direzione con le stesse modalità.
Andrea Tagliaferri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 febbraio 2017





