
MARRADI – Continuano ad arrivare a sentenza i procedimenti civili presentati davanti al Tribunale di Firenze, per la richiesta di risarcimento danni a favore dei familiari delle vittime dell’eccidio nazista di Crespino del Lamone e Fantino, nel comune di Marradi. Una iniziativa del governo Draghi aveva dato la possibilità ai parenti delle vittime delle stragi naziste di richiedere un indennizzo per la morte dei loro cari.
A Crespino morirono in 42, rastrellati dai Tedeschi e uccisi a raffiche di mitra. Compreso il vecchio parroco di Crespino, don Trioschi. Un paio di anni fa un incontro organizzato dal sindaco di Marradi e dal Comitato di Crespino con l’avvocato Diego Cremona diede il via a una serie di procedimenti civili. Decine di parenti delle vittime, figli e nipoti presentarono la richiesta.
E le sentenze sono arrivate, molte delle quali favorevoli ai congiunti di coloro che furono uccisi tra il 16 e il 17 luglio 1944 in Alto Mugello.
Ora altre due sentenze, che però hanno detto no, uno parziale, un altro totale, alle istanze dei familiari. In entrambi i procedimenti si tratta di nipoti. E va detto che un esame complessivo delle sentenze fin qui stabilite dai due giudici della sezione civile del Tribunale di Firenze, mostra difformità di giudizio. Sia negli importi assegnati, sia nell’assegnazione o meno dei risarcimenti. Finora la concessione del risarcimento era giunta a cifre fin oltre i 300 mila euro. E infatti in una delle due ultime cause, una di loro ha ottenuto proprio questa cifra. Niente invece agli altri due nipoti. E niente a due ricorrenti, anch’essi nipoti, di un’altra vittima.
Il giudice infatti ha accolto l’opposizione dell’Avvocatura dello Stato che aveva eccepito sulla mancanza da parte dei nipoti dell’accettazione dell’eredità, ovvero, dice il giudice, non hanno provato la qualità di eredi, mancando l’accettazione che doveva essere fatta entro dieci anni. Unico caso accolto ha riguardato un nipote la cui madre – figlia del marradese vittima dell’eccidio di Crespino e Fantino – è morta nel 2018 e non è trascorso il decennio previsto per poter effettuare l’accettazione dell’eredità -, ottenendo così la somma di 344 mila euro. Gli altri invece, ugualmente nipoti delle vittime, zero euro.
“A settembre valuteremo l’appello – dice l’avvocato Diego Cremona – , nel sincero e debito rispetto della pronuncia resa dal giudice. Riteniamo però che l’interpretazione della norma, relativa all’accettazione dell’eredità debba essere costituzionalmente orientata. Vi sono famiglie di vittime non abbienti, che non hanno avuto modo di trasmettere eredità alcuna e non hanno dato ai successori la possibilità di assumere formalmente la qualità di erede”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –19 Agosto 2025




