MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Geremia 11,18-20 Salmo 7 Giovanni 7,40-53
Man mano che ci avviciniamo alla Pasqua si intensifica nella liturgia la proposta di testi che sottolineano la spietatezza del complotto contro Gesù. Non ci sono motivi seri e palesi per condannarlo a morte: tutto è espressione di malevolenza, di indisponibilità alla conversione. È evidente nel Vangelo di oggi di Giovanni come chi è onesto e disponibile all’ascolto non possa non riconoscere la coerenza e la linearità del discorso di Gesù; solo il preconcetto e l’orgoglio bloccano l’accoglienza della verità che proviene da Gesù. Le guardie tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto qui?”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!”. Ma i farisei replicarono loro: “Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!”.
È impressionante questo dialogo: da una parte ci sono le guardie, persone laiche, intente ad espletare il proprio lavoro, dall’altra farisei e sacerdoti, persone religiose, di per sé addette a riconoscere la presenza di Dio nella storia. I primi si aprono ad una novità, si predispongono all’ascolto, non chiudono la mente ed il cuore alle provocazioni di Gesù; i secondi, al contrario, si rinchiudono a riccio nelle loro certezze, totalmente indisponibili all’ascolto.
È chiaro che in situazioni come queste, non avendo argomenti, i detrattori di Gesù non abbiano mezzo più efficace per contrapporsi al Lui che la sua condanna a morte. Era troppo forte, troppo grande questo Maestro di Nazareth. Bastava ascoltarlo!
Chi non lo ascoltava, si chiudeva e diventava un avversario. Ma se uno lo ascoltava e lasciava che le sue parole arrivassero al cuore, capiva che lì c’era qualcosa di grande; c’era una speranza, c’era un amico, e si aggrappava subito – ecco la fede – a questo amico.
Mi accorgo che anche oggi è così: quante persone non accettano nemmeno di dialogare attorno al Vangelo semplicemente per non lasciarsi mettere in discussione; si preferisce dire “no grazie” o accusare le incoerenze dei discepoli, piuttosto che mettersi in gioco e confrontarsi apertamente sulla verità del Vangelo e scoprire così che Gesù è davvero l’unico a donare una vita nuova al di qua e al di là della morte.
Buona giornata!
don Luciano

