MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO
Sapienza 2,1a.12-22 Salmo 33 Giovanni 7,1-2.10.25-30
Prima che le benedizioni alle famiglie fossero sospese, in una casa alla quale avevo suonato, si è affacciato un uomo e mi ha detto “No grazie, mi dispiace, sono ateo!”. Mi ha colpito molto questa formulazione.
Ci ho riflettuto tanto. Potrebbe essere letta in due maniere: il dispiacere di non potermi ospitare o il dispiacere della propria lontananza da Dio.
Che brutto non aver incontrato Dio… che brutto, ancora di più, non volerlo incontrare! Chissà che cosa può portare una persona a precludersi una relazione con Dio… forse un’idea pagana del divino che lo considera un giochino che o risponde ai propri comandi o va scartato. Il Libro della Sapienza mette nero su bianco questo modo di pensare: a fronte dell’uomo che manifesta la propria fede in Dio viene contrapposta la prova della indifferenza di Dio davanti ai maltrattamenti subiti dal suo fedele: “Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari”.
Ma Dio risponde diversamente… e il suo fedele lo sa. Non ha bisogno di prove… è l’amore… è la fede. La fede è questo credere in Dio, sempre. Qualunque cosa ti capiti. Perdere tutto ma non perdere Dio.
E questa fiducia è quotidiana e va giocata tutti i giorni da parte di ciascuno di noi, soprattutto in questo tempo di prova. Quando l’uomo tocca la sua vulnerabilità, più facilmente alza gli occhi verso il Signore: non è un rifugio magico o un gesto di opportunismo religioso, ma è semplicemente seguire l’onda del cuore, piccolo sì, ma fatto per l’infinito, per Dio.
Nessun muro può nascondere il cielo: chiediamo a Gesù di poterlo scorgere sempre accanto a noi!
Buona giornata.
don Luciano
P.S. Accompagniamo con la preghiera di suffragio il nostro fratello Daniele Fuliotti.


