BORGO SAN LORENZO – Sabato 10 Gennaio alle 17.00, il municipio del Comune di Borgo San Lorenzo ospita l’incontro–mostra “Storie di rifiuti da Firenze al Rio Rovigo”, un pomeriggio di informazione, letture e musica dedicato alla frana della discarica che il 14 marzo 2025 ha riversato tonnellate di rifiuti lungo il torrente Rovigo fino al fiume Santerno.
L’esposizione riunisce oggetti reali – piatti, posate, flaconi, utensili, frammenti di vita quotidiana – e racconti di fantasia che danno voce ai rifiuti o ai loro proprietari, immaginando cosa potrebbero raccontarci oggi. Tutti i materiali sono stati raccolti lungo il corso del torrente Rovigo e del fiume Santerno.
Nel 1971 il Comune di Palazzuolo sul Senio autorizzò la realizzazione di una discarica destinata ai rifiuti solidi urbani del Comune di Firenze, scegliendo uno dei luoghi più preziosi del nostro Appennino. Quella discarica, dimenticata per oltre cinquant’anni, è tornata drammaticamente alla luce il 14 marzo 2025, quando una frana ha svelato una ferita profonda nel territorio e nella memoria collettiva.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Borgo San Lorenzo con il Comitato Acque Rovigo-Santerno e propone un programma che intreccia informazione, cultura e convivialità:
- intervento sulla frana della discarica del 14 marzo
- letture di Anna Scalabrini da “Storie di rifiuti”da “Storie di rifiuti”
- intrattenimento musicale di Mokacolmiele
- tè ecologico con la Stoviglioteca e contributo di Pancaffè Carnevali
“‘Storie di rifiuti’ .- spiega una nota del Comune di Borgo San Lorenzo – non è solo una mostra, ma un invito a riflettere sulla persistenza delle cose, sulla responsabilità collettiva e sulle pratiche quotidiane che possono – e devono – diventare più consapevoli per evitare che simili disastri ambientali si ripetano”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Gennaio 2026








1 commento
Alcune considerazioni sulla mostra di cui all’articolo.
Sicuramente può essere un monito per le future generazioni di cittadini ed amministratori a non sotterrare i rifiuti perché, anche se “rimpiattati” nei posti più remoti, il tempo, sia meteorologico che cronologico, alla fine li fa riscoprire vergognosamente.
Poi, e secondo me più importante, i reperti messi in mostra non sono,come quelli di Pompei, il frutto di un evento catastrofico ma comunque naturale bensì il risultato di un accordo colpevole tra due amministrazioni comunali. Tra le quali è facile indovinare che sarà passato del denaro.
Anche noi insomma abbiamo la nostra terra dei fuochi.
Ultimo ma non meno significativo: la signora che poco tempo fa ho mandato su queste pagine una lettera aperta al sindaco Romagnoli sul presunto malfunzionamento di anagrafe – stato civile è figlia di un ex sindaco di Palazzolo in carica ai tempi in cui veniva creata la discarica, ora deceduto. Mai parlare male di chi è morto e non può difendersi e le eventuali colpe dei padri non ricadono sui figli.
Però un po’ di discrezione non avrebbe guastato.