
SCARPERIA E SAN PIERO – E’ stato diramato un documento ufficiale (11 aprile 2017) che evidenzia lo stato di “inquinamento diffuso” rilevato nell’area industriale di Pianvallico. Lo ha emesso Arpat – Area Vasta Centro – Dipartimento di Firenze – Settore Mugello (Borgo San Lorenzo), a firma del dirigente di Settore dottor Arturo Sciullo. Un comunicato che trae spunto da altri atti, e sintetizza analisi, studi e verifiche, e che mette a nudo una problematica conosciuta da diversi anni, un inquinamento dovuto a solventi clorurati che hanno deteriorato la qualità delle acque sotterranee. Il problema riguarda diversi terreni, su ambedue i lati della strada regionale che unisce Scarperia e San Piero a Sieve, nella località di Pianvallico.
In precedenza ARPAT con la nota prot. n. 29717 del 4/5/2015 ribadiva l’utilità di eseguire un monitoraggio per la verifica dello stato delle acque sotterranee nell’area contaminata, al fine di aggiornare e implementare il quadro conoscitivo dello stato ambientale della falda. Inoltre evidenziava anche la necessità di introdurre dei punti di monitoraggio esterni alla delimitazione proposta nella cartografia, per avere nel tempo una situazione aggiornata rispetto alla contaminazione di tale area.
Ultimamente ecco questo nuovo documento, protocollato con il numero 6398 lo scorso 12 aprile 2017, in cui Arpat Settore Mugello comunicava: “L’area di Pianvallico risulta inserita nel Piano regionale rifiuti e bonifiche come un’area a ‘inquinamento diffuso’ e qualsiasi intervento ricadente al suo interno deve essere valutato nell’ambito della gestione unitaria dell’area a ‘inquinamento diffuso’. Tale gestione deve avere come attori principali gli enti competenti quali la Regione e il Comune oltre che Arpat (per gli aspetti di controllo ambientale) e Asl (per gli aspetti sanitari)”. Realisticamente vuol dire che nessuna nuova costruzione di edifici o infrastrutture in genere possa essere realizzata senza una attenta valutazione sul tipo di intervento, in quanto lo scavo di fondazioni o di altra opera potrebbe compromettere la buona riuscita della bonifica.
Infine, ancora l’Arpat riconferma, nello stesso documento, a seguito della Determinazione n. 440 del 29/9/2015 del Comune di Scarperia e San Piero, la richiesta di continuare con le attività di bonifica nel Settore 2 in quanto, per il ricettore falda al punto di conformità (POC), il rischio non è accettabile.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 giugno 2017




