
(foto di Andrea Lapi © – riproduzione vietata)
VAGLIA – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Matteo Perini, parroco di San Pietro a Vaglia.
“O simboli profetici di segreta grandezza”: così canta la Chiesa nella sua preghiera ufficiale, nei giorni che seguono l’Epifania, dei tre doni dei Magi al Messia che è nato in Giudea. Manifestazione di Cristo al suo popolo e al mondo è anche l’epifania al Giordano.
Nelle acque di questo piccolo fiume, confine tra terra promessa e quella dei gentili, simboli profetici di segreta grandezza svelano l’identità e la missione di Gesù di Nazareth. Il fiume Giordano, che Mosè non poté passare, indica che il Cristo viene a riprendere e portare a compimento ciò che la sola legge non avrebbe potuto. L’immersione nelle acque indica che il Cristo compirà la sua missione prendendo su di sé la ferita della mortalità dell’uomo e morendo egli stesso.
La sua emersione dalle acque annuncia la sua resurrezione il terzo giorno. La successiva discesa su di lui dello Spirito Santo in forma di colomba, manifesta la sua consacrazione di Messia per la missione di Salvatore e Redentore del genere umano e anticipa quella del giorno di Pentecoste sugli apostoli e tutte quelle che la Chiesa vive nella sua liturgia e nei sacramenti.
Lo svolgersi e il compiersi della sua vita pubblica è qui mirabilmente riassunto e rivelato. Profezia dei tre giorni della sua Pasqua e degli eventi futuri, ma anche del senso cristiano della vita e della morte: un cammino incontro al Messia che viene. Giovanni il Battista richiama a una necessaria presa di coscienza di ciò che è bene e di ciò che è male nella propria vita e che richiede la nostra purificazione per prepararsi convenientemente a questo incontro.
Pienezza di compimento nella vita futura delle promesse di Dio, con l’anticipo della benedizione già dalla vita terrena a chi si apre a questo dono. Tante saranno le manifestazioni di Gesù come Figlio di Dio, l’Atteso, durante gli anni della evangelizzazione. Questa al Giordano è specialissima, quadro semplice e inesauribile dell’identità del Cristo. Egli attende di essere accolto da ognuno nella vita ordinaria che si apre davanti a noi al termine di queste feste di Natale. Una vita che si rinnova al contatto con il suo mistero, come la natura in ogni primavera, mai uguale a un’altra. Che il Signore guidi e benedica la nostra giornata terrena.
Don Matteo Perini parroco di San Pietro a Vaglia
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Gennaio 2025





