VICCHIO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di Don Maurizio Pieri, pievano di Vicchio:
XX° Domenica del Tempo Ordinario
Il Vangelo che ci viene donato questa domenica, ci destabilizza un po’. Non siamo abituati a sentire Gesù che usa parole e toni di questo genere. Sentir dire a Gesù che non è venuto a portare pace nel mondo, ci fa preoccupare. Addirittura è venuto a portare divisione.
Cerchiamo di capire cosa vuol dirci Gesù. Innanzitutto usa un linguaggio che fa riferimento alla letteratura apocalittica, che è un genere letterario che ritroviamo nella Sacra Scrittura. L’apocalittica si avvale di immagini e linguaggi molto particolari, talvolta difficili, che spesso, purtroppo è interpretata negativamente, con aspetti catastrofici e distruttivi. Invece il significato è di “togliere ciò che è nascosto”, svelare, rivelare.
Gesù ci aiuta a capire qual è la sua missione tra noi, ci aiuta a capire qual è il senso della vita cristiana. Lui vuole trasmettere ai suoi discepoli la logica del Regno di Dio, e fa comprendere che questa determinerà una spaccatura. Gesù è venuto a gettare fuoco sulla terra e a creare divisione. Entrambe queste cose hanno in genere un’accezione negativa. Spesso sono riferite proprio al maligno, non certo a Dio. Qui però il fuoco è un fuoco che non distrugge, ma che invece porta passione, calore, è un fuoco che arde di impegno, di interesse. È un fuoco che Gesù sparge sulla terra, non è un fuoco distruttivo o punitivo. Gesù lo paragona ad un Battesimo, ricordiamo che lo Spirito Santo ha spesso come simbolo proprio le fiamme del fuoco. Il fuoco diventa nutrimento della Buona Novella. Il fuoco è un elemento nell’Antico testamento che distrugge e purifica, distrugge il male. Il fuoco è anche un mezzo con cui Dio si manifesta.
Gesù è consapevole di venire a portare e ad accendere un fuoco che può essere decisivo per ogni uomo. Questo fuoco è lui stesso, è la sua Parola, è il suo insegnamento, è il Vangelo, la Buona Novella. È una parola che arde nel cuore degli uomini, perché non solo è rivolta a loro (a noi), ma è pensata proprio per la nostra natura, parla all’intimo di ognuno, impossibile rimanerne indifferenti. È la Parola che da senso, che ci fa comprendere Dio, noi stessi, gli altri e tutto il creato. È una Parola, è un fuoco, che è diverso dai fuochi del mondo, essi ti bruciano, ti polverizzano, non esaltano l’essere umano, ma lo consumano, lo usano. La Parola di Gesù non solo umanizza, ma ti fa crescere in dignità, in quanto ti fa comprendere il tuo valore e ti insegna il valore dell’altro. Ecco che allora iniziamo a comprendere che tutto questo genera una divisione, si, un cambiamento di veduta della realtà, un nuovo approccio alla vita, un atteggiamento diverso dal passato. Si genera un prima e un dopo. Può generare anche una incomprensione con chi questo passaggio ancora non l’ha fatto. A quante persone ancora è veramente incomprensibile il perdono? A quante persone è inconcepibile l’amore del nemico? Oppure chi considera un valore svuotarsi del proprio io per dare spazio ad un Tu che ti ama? Da parte del cristiano questa diversificazione di comprensione della realtà, non deve mutare i rapporti con gli altri in maniera negativa, ma anzi cercare da una parte di testimoniare la bellezza della logica del Vangelo, dall’altra mettere in pratica l’amore al prossimo anche quando questo non ha la tua stessa visione. Noi cristiani non siamo una setta, che si basa sella regola: o con noi o contro di noi. Noi cristiani saremo sempre insieme a tutti, nella speranza di costruire un mondo migliore. E sfido chiunque a dire che oggi non si viva un tempo in cui abbiamo proprio bisogno di questo. Il Vangelo è sempre attuale. Buona domenica!
don Maurizio Pieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Agosto 2025





