BORGO SAN LORENZO – A Borgo in Comune non sono piaciute alcune affermazioni del sindaco Omoboni, a loro riferite, e contenute in un’intervista rilasciata a Massimo Rossi (qui il testo). In particolare il sindaco, a proposito di “Borgo in Comune” così si era espresso:
La lista che è nata a sinistra è altra roba rispetto a Rifondazione. Altra roba guidata da chi è stato assessore o direttore generale del comune per anni. Parecchi anni. E ora si presenta come novità. Attacca l’amministrazione per le presunte poltrone e chi lo dice quelle poltrone le ha perse (e probabilmente pensa per motivi personali). Si attacca Omoboni sulla gestione del personale e su una vicenda come quella del cantiere (dove c’è in corso un processo), avendo vicino persone coinvolte, dove sarebbe bene avere rispetto degli interessati. Si attacca Omoboni sul Multipiù quando quel pasticcio veniva fatto proprio negli anni in cui quelle persone amministravano. Parla di trasformismo chi aveva la tessera del PD fino a due anni fa e ora vuole essere l’alternativa al PD. La si può rigirare come si vuole, ma se quello che la cronaca racconta corrisponde al vero, la lista “rancore in comune” ha un solo obiettivo: mandare a casa l’Omoboni in nome di un regolamento di conti per scelte che abbiamo fatto. E che qualcuno ha preso male sul personale.
Ora la lista di Romagnoli replica così:
“La Lista Borgo in Comune deve essere molto temuta se il sindaco Omoboni in un’intervista, per altro molto istituzionale, si lascia scappare frasi piene di livore fino a definire la lista “rancore in comune”.
Non gli passa neppure per l’anticamera del cervello che qualcuno possa non aver apprezzato la sua attività amministrativa e il suo concetto di politica come occupazione di poltrone e in cui a decidere è un gruppo ristretto di fedelissimi.
Un po’ come il dott. Stranamore alla sola parola Borgo in Comune ogni tanto gli scatta il braccio!
Come suo solito non si assume nessuna responsabilità, lancia messaggi sibillini, facendo sembrare ogni obiezione una questione personale. Applica agli altri il suo modo di ragionare e di intendere la politica ma non è così .
Parla di poltrone perse, gettando il sasso e nascondendo la mano, confermando solo la scarsa trasparenza che lo ha caratterizzato in questi anni. Potremmo parlarne pubblicamente nessuno di noi ha nulla da nascondere.
Sul Multi + rovescia la frittata perchè l’accusa riguardava l’abbandono ingiustificato dell’immobile avvenuto in tutti questi anni come è stato dimostrato dalle recenti decisioni di farci i corsi scolastici per adulti. Era un’azione inutile che aveva il solo scopo di gettare discredito sugli amministratori precedenti e segnare l’anno 0 di un radioso futuro. Purtroppo c’è stato solo lo 0.
La vicenda del cantiere è poi esemplificativa del suo modo di governare. Ha denunciato i dipendenti, insieme all’assessore al personale, senza mai aver fatto nessun rilievo (anzi lodandoli pubblicamente) e non se ne è mai assunto la responsabilità. Questo è grave indipendentemente da come si concluderà questa squallida vicenda nelle aule giudiziarie. Il comune se credeva di essere nel giusto si doveva anche costituire parte civile e non l’ha fatto.
A queste scelte che hanno compromesso la stessa attività del cantiere si aggiunge l’emarginazione di dipendenti che avevano collaborato con l’amministrazione precedente (ma non era sempre di centrosinistra e a guida PD?) privandosi di professionalità utili al funzionamento del comune.
Qui non c’è niente di personale ma proprio una visione opposta sul rapporto che si dovrebbe avere, non solo con i dipendenti, ma con le persone.Con le sue affermazioni Omoboni non fa che confermare la sua supponenza e arroganza.
Lasciare la tessera di un partito perché non se ne condivide la linea politica locale o nazionale e prendere una tessera solo per occupare posti di potere non è proprio la stessa cosa . Dentro ci sta tutta la differenza tra la politica vista come servizio e l’ opportunismo finalizzato all’interesse personale. Vecchio e nuovo sono concetti senza senso se privi di contenuti. Anche qui sta l’alternativa”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 aprile 2019




