SCARPERIA E SAN PIERO – Nei giorni scorsi dai Musei di Sant’Agata è stato postato su Facebook questo appello, per salvare un documento storico presente a Sant’Agata, una lapide del 1695 sempre più deteriorata.
È urgente, quindi, metterla al riparo per impedire la cancellazione del Decreto della magistratura granducale inciso su pietra serena, assai tenera e per di più esposta a nord, quindi ai venti e alle intemperie più insidiose.
La lapide “pubblica” un Decreto che vieta a chiunque di giocare alla ruzzola nei pressi della Pieve, almeno entro 200 braccia (116 metri), per non disturbare con schiamazzi, risse e parolacce (che inevitabilmente accompagnavano il gioco) le funzioni religiose. E’ una testimonianza preziosa della vita di oltre tre secoli fa, come le tante lapidi simili ancora appese ai muri per le vie di Firenze.Il testo è il seguente:
“Li s(pettabili) S(ignori) Otto di Balia(*) della città di Firenze proibirno a quals(isia) persona giocare alla Ruzzola presso la Pieve di Sant’Agata di Mugello a braccia 200 (**) per ogni verso sotto pensa della cattura et arbitrio et f(a)t(o) per loro decr(eto) del di’ 16 gen 1695“
(*) I Signori “Otto di Guardia e Balìa” erano la più importante magistratura di Firenze, della Repubblica prima e del Granducato poi. Si occupavano sia dell’ordine pubblico che delle cause giudiziarie.
(**) Il “braccio fiorentino” equivaleva a circa 58 cm.
La foto risale a dieci anni fa. Ciò che si vede oggi è molto meno leggibile. Tra qualche anno potrebbe non leggersi più. Infatti, il primo rigo è quasi tutto sparito tranne l’ultima parola: “Balia”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 maggio 2017





