
SCARPERIA E SAN PIERO – Quando non esisteva ancora la ferrovia Faentina, un pendolare che partiva da Borgo San Lorenzo alle 8.00 di mattina aveva la certezza che alle 9.00 sarebbe sceso in piazza Stazione a Firenze. Bei tempi, ma il progresso, si sa, avanza veloce, i mezzi di trasporto migliorano e la Ferrovia, dopo tanti anni, è stata riaperta. Siamo arrivati velocemente al 2017 ma per i pendolari il tempo non solo sembra essersi fermato, addirittura le lancette della storia sono tornate indietro.
E’ chiaro a tutti ormai come i 39 minuti previsti da Borgo a Firenze si dilatino ormai a cinquanta per i famigerati inchini ai treni della Tav, sempre che non sia troppo freddo e non gelino gli scambi oppure non faccia troppo caldo e non si deformino eccessivamente i binari. Abbiamo visto ormai di tutto, dai pendolari nudi sui binari, alle proteste sui social, agli scuolabus inviati come servizio sostitutivo. L’unica cosa che ancora non si è vista è una soluzione che riduca i tempi. Ma tutto sommato i pendolari su ferro sono ancora dei privilegiati rispetto a quelli “gommati” .
Arrivare a Firenze in orario con un “Sita” ormai è un sogno abbandonato da tempo. Complici i cantieri della Tramvia e i tragitti alternativi studiati apposta per evitare “sporadici” blocchi del traffico ormai il pendolare/pedone è rassegnato. Bene che vada, ed è una fortuna, alle 9.00 sei appena arrivato alla coda di via Trieste. Mancano ancora venti minuti al capolinea. Capolinea che, proprio in questi giorni, è stato attestato in piazza Indipendenza perché così si sono eliminati 400 transiti di autobus alla Stazione. Sembra una favola, a raccontarla nelle città europee non ci crederebbe nessuno, ma è così, non si possono disturbare i tanti automobilisti che si fanno anche un’ora di coda per versare il loro obolo nel parcheggio sotterraneo più caro d’Europa. Si tolgono gli autobus, tanto i cenciosi pendolari non potrebbero mai permettersi di versare 3 euro l’ora nelle casse di Firenze Parcheggi. Chissenefrega di gente che viene a Firenze a lavorare? Lavorino da casa.
Ebbene l’odissea del pendolare potrebbe anche essere finita qui, ma proprio ora si è aggiunto il capitolo delle fermate morte di San Piero a Sieve-Scarperia.
A riprova che due teste ragionano meglio di una, il monosindaco del bicomune ha pensato bene di risolvere una volta per tutte il dramma delle Site che passano dalla provinciale di San Piero. Era ora di farla finita con quei brutti e puzzolenti autobus che raccoglievano pendolari porta a porta, che portavano studenti direttamente a scuola, era ora che anche i cittadini di San Piero intraprendessero la loro personale lotta contro il colesterolo. Camminare, camminare che evitiamo l’accumulo di grassi nelle arterie. E così le fermate di San Piero, quattro, non quattromila, da vive che erano si sono ritrovate morte, con le pensiline nuove scheletrite, abbandonate. Le nuove fermate infatti sono state spostate in periferia perché non siano troppo comode per gli anziani che altrimenti non fanno altro che girare col bus, e così che, chi prima aveva l’autobus sotto casa sia costretto a portare la macchina nel parcheggio dietro la stazione, altrimenti era sempre vuoto, un po di movimento, per Giuda.
E per non farsi mancare niente, anche il numero è stato ridotto, da quattro a due, così per favorire la socializzazione tra i pendolari, aumentando l’effetto gregge anche perché le nuove fermate sono pali in mezzo al nulla. Senza ripari per la pioggia o per il sole sarà bello stringersi insieme, come fanno i pinguini imperatore, per proteggersi dal vento artico, oppure mettersi in scala di statura contro il sole estivo, in modo che il più alto faccia ombra agli altri, come fanno i suricati della savana.
Intanto questa novità ha ulteriormente allungato di quattro minuti il tempo di transito e quattro minuti sono una vita per chi deve combattere con la timbratura del Badge. Però ci hanno raccontato che la soluzione è temporanea, giusto il tempo di sistemare il piazzale della Stazione.
Ma come per sistemare un piazzale si deviano autobus che nemmeno ci passavano? Ma il monosindaco del bicomune quando deve pulire il bagno, sgombra tutta la casa? Non illudiamoci lo spostamento è temporaneo quel tanto che basta per lo spegnimento delle polemiche. Mai come in Italia il temporaneo diventa definitivo. E sarà cosi anche per le fermate degli autobus. Perché in Toscana, in Mugello, tutto si può fare. D’altra parte di chi dovrebbero aver paura? A pensarci bene, alla fine una bella camminata è meglio del Danacol coi fitosteroli. Farete tardi al lavoro ma col 20 per cento di colesterolo in meno.
Lucio Cavini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 dicembre 2017







2 commenti
Il “monosindaco” del “bicomune” ha fatto la cosa più giusta e intelligente da quando è insediato nel “Bicomune”. Purtroppo spostarsi dai 100 ai 200 metri in linea d’aria (calcolato su google map) non servirà a togliere il colesterolo in eccesso ma farà comunque felici i 2000 abitanti che da sempre sono stati costretti a convivere con quei “brutti e puzzolenti bus”.
Spero tanto che non sia una soluzione “parziale” ma definitiva…
Il “monosindaco” del “bicomune” ha fatto la cosa più giusta e intelligente da quando è insediato nel “Bicomune”. Purtroppo spostarsi dai 100 ai 200 metri in linea d’aria (calcolato su google map) non servirà a togliere il colesterolo in eccesso ma farà comunque felici i 2000 abitanti che da sempre sono stati costretti a convivere con quei “brutti e puzzolenti bus”.
Spero tanto che non sia una soluzione “parziale” ma definitiva…
p.s. ma che tipo di selezione fate sui messaggi?