PALAZZUOLO SUL SENIO – La polemica per i fatti di sabato 31 gennaio a Torino corre sui social ed arriva anche in Mugello, con lo scontro tra il consigliere di maggioranza a Palazzuolo sul Senio e candidato Pd alle ultime regionali Alessio Meloni e la capogruppo per il Centrodestra nel comune dell’Alto Mugello Paola Cavini.
Meloni ieri era a Torino, ed ha pubblicato un video sui social dove spiega la sua presenza nella prima capitale d’Italia: “Siamo venuto qui, oggi, dall’Alto Mugello, a Torino per sostenere Askatasuna e il diritto di aggregarsi, Mentre il governo con altre realtà, tipo Casapound che da vent’anni occupa degli stabili in maniera abusiva non fa niente. Due pesi e due misure di un governo che non sta agendo a favore del popolo”.
Arriva subito così il primo commento di Cavini che scrive “Trasferisci da loro”. La replica di Meloni non tarda ad arrivare: “Vergognati per quello che scrivi”. Cavini risponde al consigliere “Le scuse le devi chiedere tu alle forze dell’ordine, ai commercianti, ai lavoratori e a tutti i Torinesi che oggi, come in altre occasioni hanno dovuto subire azioni vandaliche e deliquenziali”.
Da qui la presa di posizione di Meloni, che sempre sui social in un post dedicato scrive: ” In qualità di consigliere comunale di maggioranza, ritengo doveroso intervenire. Un’esponente della minoranza e candidata sindaca non può permettersi di dire a un cittadino “trasferisciti” solo perché esprime un’opinione diversa o manifesta solidarietà su determinati temi. Questo non è confronto politico: è mancanza di rispetto. Ancora più grave è l’insinuazione secondo cui io avrei in qualche modo giustificato o preferito azioni contro le forze dell’ordine, i commercianti o i lavoratori. Si tratta di affermazioni false, infondate e inaccettabili. Chi aspira a rappresentare una comunità dovrebbe saper distinguere tra dissenso politico e accuse personali. Parole di questo tipo, pronunciate da un’esponente della destra contro chi non la pensa come loro, sono un atto di gravità politica assoluta. Per rispetto delle istituzioni e della comunità di Palazzuolo, l’unica cosa corretta da fare è chiedere scusa pubblicamente. Una sola parola vergogna”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 febbraio 2026




