Merita raccontare in modo dettagliato la lunga storia della nuova scuola primaria di Borgo San Lorenzo. Di cui oggi si è aperto un nuovo capitolo. Quello della decisione –curiosamente tenuta piuttosto nascosta, neppure un comunicato, e curiosamente votata solo da una parte della maggioranza, visto che in giunta tutta la delegazione Pd era assente o si è assentata- di rinunciare alla previsione del RUC relativa al nuovo polo scolastico.
La giunta Bettarini e il vecchio consiglio comunale (dove sedevano anche l’attuale sindaco e l’assessore ai lavori pubblici) lo avevano deciso, anche qui piuttosto alla chetichella, senza alcun dibattito o informazione pubblica, su viale Giovanni XXIII, nei terreni agricoli tra l’ex-Mugello Petroli e il parco della Misericordia. 4000 mq di superficie, da realizzare anche in più lotti, per ospitarvi la nuova scuola primaria.
In verità, qualche tempo prima, il sindaco Bettarini aveva annunciato in una riunione davanti al consiglio d’istituto della primaria, la rinuncia all’idea di costruire la nuova scuola, perché i costi erano troppo alti. Poi però, nell’aprile 2014 con il RUC l’area era stata individuata.
Quella della nuova scuola elementare è stata una lunga telenovela. Iniziata nel 2007, quando il plesso dell’elementare di via Don Minzoni venne improvvisamente chiuso per problemi di sicurezza sismica. “Costruiremo una nuova scuola” fu il mantra della vecchia giunta, ripetuto con decisione anche nella campagna elettorale. Ma alle parole non hanno mai seguito i fatti, anche perché la giunta non riuscì mai, per diversi anni, a individuare e indicare un terreno. All’inizio l’allora assessore all’urbanistica Paola Scotti, parlò di volerla costruire in via Caiani, nella zona del liceo e del Chino Chini. Poi la cosa cadde nel dimenticatoio per anni.
L’idea era quella di rendere residenziale la zona di via don Minzoni, quella della vecchia scuola, che si sarebbe fatta abbattere. Ci si volevano ricavare 2 milioni e 100 mila, poi scesi a un milione e 650 mila euro. Soldi per costruire la scuola nuova. Ai quali aggiungere i 400 mila euro che la Regione aveva destinato per la sistemazione antisismica del vecchio plesso. Ma l’area non è mai stata messa in vendita.
Sulla vendita dell’ex-scuola di via don Minzoni, il gruppo consiliare di Piera Ballabio nell’aprile 2011 assunse questa posizione:
PERCHE’ SIAMO CONTRARI ALLA VENDITA DELLA SCUOLA DI VIA DON MINZONI
Abbiamo espresso un voto contrario nell’ultimo consiglio comunale sul cambio di destinazione d’uso della scuola elementare di via Don Minzoni, attualmente chiusa per problemi sismici e già destinata alla vendita con un ricavo previsto di 1.650.000 Euro.
Si potranno realizzare nella struttura esistente circa 16 appartamenti e alcuni esercizi commerciali o servizi. E’ ammessa anche la demolizione e ricostruzione con possibilità di un aumento delle superfici da 1050 a 1400 metri e costruzione di un ulteriore immobile nella parte retrostante lungo la ferrovia (per altri 4/5 appartamenti).
Con via Don Minzoni verranno vendute altre due scuole di frazione: quelle di Polcanto e di Faltona per farne altrettante residenze. L’amministrazione prevede di incamerare complessivamente 2.192.500 euro con l’obiettivo di realizzare una nuova scuola elementare nel capoluogo di 25 classi con un costo di cinque-sei milioni di euro.
Questi i motivi del nostro dissenso:
– A tutt’oggi non ci è dato sapere dove è stata individuata l’area nella quale costruire il nuovo polo scolastico. Siamo contrari all’allontanamento della scuola dal centro abitato collocandolo, ad esempio, accanto al Liceo come inizialmente previsto dalla maggioranza. Tra le aree prese in considerazione sembra ci sia quella del cantiere comunale accanto alla Coop che prevede tempi lunghi di utilizzo: acquisizione nuova area, trasferimento cantiere e sede di Publiambiente, smantellamento e bonifica area ecc.
– Non è stato presentato alcun quadro previsionale relativo alle necessità scolastiche che dia indicazioni precise sulla provenienza (frazioni o capoluogo) dei bambini che nel futuro frequenteranno la scuola dell’obbligo
– Per realizzare il nuovo polo sarebbe necessario aggiungere ai proventi delle vendite di cui sopra almeno altri 3 milioni di euro, cosa quasi impossibile vista la situazione attuale del bilancio comunale. Inoltre la costruzione di un nuovo plesso comporterebbe procedure d’esproprio che in genere, almeno per il comune di Borgo, sono lunghe e complesse.
– Se è conveniente per un privato abbattere e ricostruire non capiamo perché non lo possa essere anche per il comune: l’area è di proprietà pubblica, non ha necessità di essere espropriata e nella medesima area con l’aumento delle superfici concesse ai privati può essere prevista tecnicamente la realizzazione di circa 15 classi e 5 locali per attività. Ulteriori classi possono essere costruite presso i poli già esistenti di Via Leonardo Da Vinci, di Ronta o di Luco.
– Si potrà comunque mantenere il contributo di 450.000 € concesso dalla Regione previsto per la messa in sicurezza del vecchio edificio come già successo a Panicaglia dove parte della scuola è stata abbattuta e ricostruita senza perdere il contributo regionale.
In definitiva il nostro voto contrario non può essere strumentalizzato come un voto “contro la nuova scuola” ma è invece un voto per spingere l’amministrazione a fare meglio i conti con le effettive necessità stringenti, gli effettivi tempi di realizzazione, i reali costi complessivi e le relative convenienze economiche. Tutto ciò per non ritrovarci poi con un pugno di mosche in mano.
Lista Civica Libero Mugello
Nei giorni scorso la lista civica “Dal Cuore di Borgo” sull’argomento ha diffuso un comunicato:
Relativamente ad eventi oggetto della cronaca locale di questi giorni, e cioè della “marcia indietro della Giunta” sulla questione della scuola elementare, rileviamo quanto segue.
Il 09 aprile 2014 il Sindaco Bettarini portava all’approvazione del consiglio comunale l’adozione del RUC con voto favorevole, logicamente, dei consiglieri di maggioranza Paolo Omoboni e Giacomo Pieri, attuali Sindaco ed Assessore. A meno di 5 mesi di distanza, uno dei primi atti della Giunta Omoboni, in tema di urbanistica, è fare una brusca marcia indietro rispetto ad un tema votato poco tempo prima.
Dal cuore di Borgo, fin dai primi interventi pubblici, ha sempre sostenuto che le finanze attuali del comune di Borgo San Lorenzo non sarebbero state in grado di sopportare un’esposizione finanziaria di un mutuo del valore di €. 8/10.000.000,00 per costruire la nuova scuola primaria, almeno che non si volesse ingessare il bilancio per almeno due mandati consecutivi (10 anni).
Dal cuore di Borgo, inoltre – sottolinea il consigliere Frandi – ha sempre sostenuto, al contrario di alcune forze politiche, che non sarà possibile pensare di intervenire sulla vecchia struttura di via Don Minzoni, chiusa per problemi di sicurezza antisismica nel 2007. Tale edificio, fra le altre cose, è stato sempre riconosciuto pericoloso per l’incolumità dei bambini, con corridoi troppo stretti e con aule molto alte, con grande dispersione energetica per riscaldarla.
Non solo, in merito alla tipologia degli interventi, era stata effettuata una valutazione tecnico-economica dal progettista, dalla quale risultava un’incidenza di costo degli interventi pari a 745,00 €/mq, superiore alla soglia di convenienza tecnico-economica per l’adeguamento sismico, che la Regione Toscana aveva fissato indicativamente in 600,00 €/mq. C’era anche un contributo della Regione Toscana (L. 289/02) di € 444.997,13 che il Comune poteva utilizzare anche in caso di delocalizzazione dell’intervento.
Da quando abbiamo iniziato ad affrontare questo argomento – prosegue Frandi – Dal Cuore di Borgo ha sempre indicato come strada più facile da percorrere e meno costosa, un ampliamento della scuola di via Leonardo da Vinci per un numero totale di 15 aule, così da ospitare in tutto il plesso non solo 3 annate ma 4, ed allo stesso tempo avere un discreto numero di laboratori e spazi per migliorare la didattica; contemporaneamente, portare una sola annata (mentre ora sono 2), cioè le classi quinte, presso la scuola secondaria di primo grado, in un “progetto continuità”, con la possibilità di ritornare ad usufruire di 7/8 aule ad uso laboratorio anche per questo In conclusione, Dal cuore di Borgo auspica che, quando si presenteranno i tempi tecnici adatti, decisioni del genere vengano prese con un ampia discussione partecipata che coinvolga tutti i rappresentanti di categorie ed i soggetti interessati.
Lista Civica Dal Cuore di Borgo
Dunque, riassumendo:
1) tutti d’accordo nel ritenere insostenibile la realizzazione ex-novo di una nuova scuola primaria
2) polemiche e ironie sull’atteggiamento del sindaco Omoboni e dell’assessore Pieri che cinque mesi fa come consiglieri di maggioranza votarono la localizzazione della nuova scuola e ora la cancellano;
3) dibattito aperto su come dotare la scuola primaria (elementare) di nuovi spazi assolutamente necessari (Necessari ancor più per la media, visto che attualmente l’elementare occupa un’ala della “Giovanni Della Casa”, restringendo gli spazi della media). Ampliare via Leonardo da Vinci? Ricostruire o consolidare la vecchia scuola di via don Minzoni?
Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – settembre 2014





