BARBERINO DI MUGELLO – Sono sette le abitazioni dichiarate inagibili nel centro di Barberino di Mugello, dopo la tremenda esplosione di ieri notte, che ha causato la morte di Pierantonio Cianti (articolo qui). Una situazione drammatica, anche perché almeno due famiglie, una delle quali con bambini, hanno dovuto passare la notte fuori casa. Troppo gravi le lesioni riportate dall’immobile nell’esplosione. Tanto che, secondo quanto si apprende da indiscrezioni, anche il magistrato avrebbe accentuato in via prudenziale le proposte dei tecnici dei Vigili del fuoco. “Stanotte (tra martedì e mercoledì ndr) siamo tornati sul posto per ulteriori verifiche – spiegano i Vigili del Fuoco – e sono state allontanate altre persone”. Questa mattina intanto i vertici del Comune di Barberino, insieme alle altre autorità competenti, si sono chiusi in riunione, ed è facile immaginare che al centro della discussione ci sia proprio l’immediato futuro di queste persone, e la possibilità o meno per loro di rientrare in casa in tempi abbastanza brevi.
Come confermato anche ieri sul Filo dal sindaco Sara di Maio (articolo qui) Pierantonio Cianti avrebbe dovuto lasciare a breve l’appartemento, si parla di alcuni giorni. Intanto le ricostruzioni di quanto accaduto sembrano avvalorare l’ipotesi di un gesto volontario. Il quotidiano Il Corriere Fiorentino, in particolare, racconta di un ultimo messaggio inviato alla proprietaria della casa.
“Domenica sera – si legge – il pensionato, che fino a qualche anno fa viveva con la madre in un’abitazione nel centro del paese, sarebbe andato a cena con alcuni amici. Una volta tornato a casa, verso le tre di notte – si legge ancora – avrebbe mandato un messaggio alla proprietaria della casa. Nel quale, sembra, l’uomo avrebbe fatto riferimento a una promessa e a un comportamento ben preciso. Di fatto, all’incirca mezz’ora dopo il messaggio si sarebbe verificata l’esplosione”.
Sempre sul Corriere Fiorentino è un familiare della proprietaria a spiegare che da circa un anno Cianti aveva ricevuto lo sfratto, in quanto la proprietaria, che aveva ereditato la casa dal nonno, doveva decidere se venderla o andare ad abitarci con la famiglia. E comunque voleva tornare in possesso dell’immobile. Poi altre testimonianze. Tra chi ricorda che l’uomo ripeteva di dover trovare a breve un’altra sistemazione, e chi invece riporta alcune sue frasi inquietanti. Come: “Vogliono che vada via, ma io non la lascio la casa, piuttosto faccio danni (La Nazione). Oppure una testimonianza riportata dal Corriere Fiorentino: “una volta mi aveva detto che era arrabbiato con i proprietari, e che per spregio voleva lasciargliela tutta imbrattata la casa”. Ma, si legge ancora sul Corriere, “tra imbrattare e questa tragedia ce ne corre”.
Insomma, intanto i Vigili del Fuoco hanno messo i sigilli all’abitazione, e gli inquirenti dovranno decidere se disporre o meno l’autopsia sulla salma, che è stata trasporta all’ospedale fiorentino di Careggi. Quanto alle prime indicrezioni sull dinamica dello scoppio, i Vigili del fuoco avrebbero trovato una bombola del gas ed una vecchia stufa elettrica. Uno di quei modelli che sembrerebbe in grado di fare una piccola fiamma. Ma starà agli inquirenti ricostruire con esattezza quanto accaduto in quella casa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Dicembre 2025



