
Non hanno ancora finito di smaltire la decina di carcasse dell’ultimo attacco (articolo qui), e l’azienda agricola Laiano di Barberino di Mugello subisce un altro attacco da un branco di lupi. Stavolta e pecore sgozzate sono due, entrambe gravide, ma quel che impressiona di più è il luogo dell’attacco.

Il corpo della pecora, scannato e sbuzzato è infatti a venti metri dal cancello della stalla dell’azienda. Praticamente a casa. “Così vicini non erano mai arrivati. Ci sentiamo sotto assedio”, dice Emanuele Sirigu. “Ieri sera mio padre, quasi avesse un presentimento, verso le 22, era andato a spostare il gregge, per portarlo più vicino, accanto alla stalla. Non è bastato. Cosa accadrebbe se i lupi entrassero nella stalla? Sarebbe una carneficina. Almeno qui, intorno a casa, si pensava di essere sicuri”.
Pare sia un bel branco di lupi: li ha visti un gruppo di cacciatori del posto, nella zona di Mangona, e hanno raccontato che insieme alla coppia di adulti c’erano 4 o cinque lupacchiotti ormai cresciuti. Difficile difendersi: l’azienda dei Sirigu è di oltre cento ettari, impossibile da recintare, con terreni a macchia di leopardo, spesso circondati da boschi. “Per non parlare -dice l’allevatore- della necessità di una manutenzione continua, quasi giornaliera”. Ora Sirigu pensa di riunire le greggi: “Così potrò mettere tutti e sette i nostri cani a difendere le pecore”.
E’ anche per il lupo che il numero degli allevamenti di ovini in Mugello è drasticamente calato: “Ora saremo rimasti una decina -dice Sirigu-, prima eravamo molti di più. I piccoli allevamenti, quelli che per hobby tenevano una decina di capi, e ogni anno ne acquistavano da noi una o due, sono spariti tutti. Per un allevatore il lupo che ti mangia le pecore è un trauma non facile da superare, un po’ come la persona a cui entrano i ladri in casa… Ormai non i lupi, ma noi allevatori siamo a rischio di estinzione.”
Sirigu conclude: “Siamo preoccupati, ma anche amareggiati: il problema del lupo sembra che ormai, tra i nostri politici, nelle nostre istituzioni, non interessi proprio a nessuno”. Quando invece un’attività produttiva ed economica come la pastorizia, dovrebbe essere salvaguardata in modo prioritario.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 ottobre 2015




