
BORGO SAN LORENZO – Alle 8.30 di ieri, mercoledì 16 giugno, un nutrito gruppo di studenti mugellani si è recato a scuola con lo zaino un po’ più pesante. Sono iniziati gli esami di maturità. Una prova un po’ diversa da come ce la ricordiamo noi, generazioni “già mature da un po’”: niente scritti, niente ripassoni fino al mattino, perché adesso c’è il coprifuoco e, come Cenerentola, alla mezzanotte tutti a casa!
L’emergenza sanitaria, infatti, ha cambiato anche la maturità, che adesso si svolge con un colloquio con i professori che parte dalla discussione di un elaborato il cui argomento è stato assegnato dai Consigli di classe. Gli studenti hanno avuto un mese per produrlo con il supporto di un insegnate.
Spazio anche per l’esposizione dell’esperienza svolta nei PCTO – Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, durante il quale il maturando dovrà dimostrare di aver maturato (scusate il bisticcio di parole) le competenze e le conoscenze previste nell’ambito dell’Educazione civica. La durata indicativa dell’orale sarà di un’ora, la più lunga della loro vita.
“Sono molto soddisfatta – nota la vicepreside del Giotto Ulivi Rita Cartacci – dei miei studenti: hanno preso questo esame ‘particolare’ in maniera seria, producendo elaborati molto belli. Vorrei chiarire che non si tratta di un orale tradizionale, come quello a cui siamo stati abituati negli anni precedenti alla pandemia. E’ diviso in sezioni, durante le quali gli studenti espongono prima il loro elaborato per poi affrontare tutte le materie, ed è quindi molto più strutturato. Alcuni studenti – continua – non hanno preso benissimo questo cambiamento, perché sentono, e si sentono dire, che il voto finale sia stato regalato e non guadagnato. Ecco io vorrei chiarire che non è affatto così: noi docenti soppesiamo ed analizziamo il lavoro svolto dai ragazzi durante questi ultimi due anni difficili, prendendo tutto in considerazione, ma non c’è alcun regalo. È stato un biennio difficile, lo ribadisco, dove però tutti, insegnanti e studenti hanno imparato tantissimo. Dal prossimo anno, speriamo di tornare ad una situazione un po’ più normale perché il contatto umano è un enorme fattore di crescita”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Giugno 2021




