FIRENZUOLA – Il comune di Firenzuola dice no. Nell’ultima seduta di giunta è stata approvata una delibera che boccia l’ipotesi di riaprire la discarica comunale del “Pago”.
La società che gestisce la raccolta e smaltimento dei rifiuti aveva presentato per la Valutazione di Impatto Ambientale un progetto di ampliamento. Per aggiungere al milione di metri cubi fin qui utilizzati –ed ora esauriti- una nuova porzione di impianto, per altri 200 mila metri cubi. Ma la giunta Scarpelli ha acceso il semaforo rosso:
“E’ stata-dice il sindaco Claudio Scarpelli- una deliberazione molto semplice e rapida da prendere, con la quale siamo andati ad esprimere il parere ufficiale e definitivo del nostro Comune, in quanto la scelta politica della nostra amministrazione, di esprimere il parere contrario a qualsiasi ipotesi di ampliamento della discarica del Pago, era stato chiaramente indicato nel programma sottoposto agli elettori già nel 2009, confermato nel 2014 e ribadito in ogni occasione, a testimonianza della coerenza e correttezza politica della nostra Giunta, rispettosa degli impegni assunti con i cittadini elettori; si tratta di un parere politico definito, rispettoso degli impegni da noi presi con i cittadini e della volontà espressa in più occasioni dalla stragrande maggioranza dei medesimi e che volutamente non scende in motivazioni di carattere tecnico, che avrebbero sicuramente prestato il fianco a controdeduzioni difficilmente convergenti”.
Il 21 settembre in Regione Toscana si terrà la Conferenza dei Servizi, ma il parere negativo del Comune è un elemento del quale non si potrà non tener conto. Lo sottolinea anche il sindaco: “Sono convinto che la Regione Toscana, titolare del mandato autorizzativo, terrà in debita considerazione il parere negativo espresso dal Comune di Firenzuola.”
Non è il primo stop dato all’ipotesi di ampliamento: già nel 2012 e adesso anche nello scorso mese di luglio il consiglio comunale aveva espresso la propria contrarietà alle ipotesi di ampliamento della discarica del Pago, un impianto che, pur contribuendo economicamente in modo determinante per il mantenimento dei livelli dei servizi erogati ai cittadini e consentito un blocco di tasse e tariffe locali, aveva di contro ricevuto l’avversione della stragrande maggioranza della popolazione, manifestatosi in modo importante già in occasione del primo ampliamento di dieci anni fa. Non è una scelta da poco: si calcola che la riapertura avrebbe portato nelle casse comunali un introito diretto di almeno 2 milioni di euro. E il giro economico che avrebbe portato la discarica, realizzazione, gestione, indotto, si sarebbe aggirato intorno ai 20-30 milioni di euro.
L’attuale discarica, composta di quattro lotti del volume complessivo di oltre 1.000.000 di mc. è stata esaurita nel corso del 2015 ed è sottoposta alle procedure di controllo di post gestione, previste dalle autorizzazioni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 agosto 2016



