MUGELLO – Un giugno davvero buono, pare. Muti a Marradi, Dante a San Godenzo, la pietra serena di Firenzuola a lastricare una strada storica di Firenze, via Pandolfini. E poi le moto campioni del mondo a Scarperia. È il Mugello che rinasce dalla pandemia, che torna alla vita dopo il letargo. Io sono ottimista. Non sarà una fiammata d’estate, sotto sotto s’intravede il ritorno alla normalità. Alla normalità, non è detto al passato. Dovremo aspettare l’inverno per capire come rinasce l’economia, i danni, il dolore, la speranza in anni migliori. Senza farsi illusioni. La pandemia ci ha risvegliati dal sogno dell’onnipotenza. Incidiamo nel nostro destino ma da essere finiti, mortali, l’Olimpo per noi non esiste.
È tempo di allargare la torta della ricchezza (dopo averla creata) secondo il canone di una maggiore eguaglianza. Ma c’è una strada altrettanto importante da battere, perché senza speranza il futuro zoppica come un ubriaco. La speranza è un sentimento di attesa fiduciosa. Quando lo vivi guardi in faccia la luce del sole senza timore. È la spinta più forte al cambiamento. Potessi insegnarla ai miei figli sarei un uomo felice.
Riccardo Nencini
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 giugno 2021




