BARBERINO DI MUGELLO – “Edo”, il giovane fiorentino-kossovaro affetto da linfoma di Hodgkin, la cui triste vicenda ha commosso tutta Firenze, e che ieri si è addormentato per sempre a 19 anni, ha avuto anche un importante aiuto mugellano. Lo chiamava “lo zio Giusto”: perché il dottor Giusto Chiaracane, noto ortopedico, direttore della SOD di chirurgia di spalla e arto superiore al Cto di Careggi, già qualche anno fa, tramite sua figlia Paola aveva conosciuto Erduan Ajeti, e se l’era preso a cuore, cercando di aiutarlo a ridurre le difficoltà e il dolore che aveva alle articolazioni. E così erano diventati amici.
“Quello che ricorderò sempre di Edo – racconta commosso il dottor Chiaracane – è il suo coraggio. Nonostante le sue condizioni non si tirava mai indietro quando c’era da aiutare qualcuno, da consolare. Mi ricordo che, quando morì la mia mamma mi fu veramente molto vicino. Ma non era un’eccezione a me dedicata, lui lo faceva con tutti: se stavi male era il primo a consolarti. E poi era pieno di vita, lui che a questa era impossibilitato. Bloccato a letto dai dolori aveva trovato una via di uscita grazie ai social in cui intratteneva sia rapporti reali che virtuali. In quanto a me….io ero diventato una specie di supporter psicologico, era molto attaccato a me, e lo facevo reagire nei momenti di maggior sconforto, quando anche lui perdeva la fiducia. Ci volevamo molto bene”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 gennaio 2018





