VICCHIO – Prendendo l’antica provinciale tra Ponte a Vicchio e Dicomano, quasi al confine con quest’ultimo, si nota un affascinante campanile a vela; un cartello tenuto molto bene indica la Badia di Santa Maria a Bovino (articolo qui). Pochi passi e si giunge ad un abitazione.
Trovare però l’edificio religioso, risulta alquanto ostico. Solo grazie al senso dell’orientamento, raggiungo dei caseggiati e mi accorgo appena gli scruto che questi sono decadenti, attorniati da vegetazione alta e confusa. In un edificio, vi sono addirittura oggetti “spazzatura” come una bicicletta “ferraglia”, una lavatrice senza più anima. Più in là di li, non si può andare, ostruiti da rovi e alberi, così decido, a malincuore di andarmene; ad un certo punto, a metà discesa, intravedo uno stradello, anch’esso pieno di erbaccia e rami rasenti al terreno, però, nonostante l’impiccio, decido di addentrarmi. Mi accoglie un edificio con finestre in stato di coma e porte ormai sotto anestesia, oltre a delle scalette anch’esse poco rassicuranti per via delle loro pessime condizioni. Poco più avanti l’edificio religioso, chiuso però da una rete metallica ed un cartello che indica l’edificio in stato di demolizione da parte della Sovrintendenza.
Purtroppo non sono potuto andare oltre e poter testimoniare al meglio questo plesso; spero, che quel cartello, ormai logoro e mezzo mancante, non diventi realtà e questo edificio, prima o poi, possa essere restituito al suo territorio ed ai suoi cittadini, pensando anche che risale almeno al 1050 d.c.
( Rubrica Dai Lettori – lettere – Testo e foto di Massimiliano Galardi )
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 ottobre 2016






