
SCARPERIA E SAN PIERO – Milioni di uova di gallina, al posto delle biomasse: poteva essere questo il futuro dell’area produttiva di Petrona. Ma purtroppo l’affare è sfumato.
Sull’area pubblica, già urbanizzata per l’insediamento di nuove aziende, a Petrona, aveva messo gli occhi – indirizzata dalla Regione Toscana – una multinazionale, la Hy-Line International, che è leader mondiale nella produzione di pollame, all’avanguardia sulla genetica e l’ibridazione per l’allevamento, e produce e vende uova in oltre 120 Paesi in tutto il mondo.
In Italia la Hy-Line ha sede in Piemonte, in provincia di Asti. Ma erano interessati a insediarsi in Mugello, sia per la possibilità di una produzione biologica, sia per la posizione strategica e baricentrica rispetto ai luoghi di distribuzione, visto che l’80% della sua attività gravita intorno alla direttrice dell’A1, e variante di valico e nuovo casello di Firenzuola avevano rafforzato l’interesse, consentendo un abbattimento dei costi.
Rappresentanti dell’azienda sono venuti a ispezionare il luogo, e non soltanto Petrona ma anche aree private. Alla fine però non se n’è fatto di niente. Sembra per i costi eccessivi. I privati hanno chiesto tanto, mentre anche i costi di Petrona sono risultati eccessivi, e sono mancate agevolazioni economiche dirette da parte della Regione Toscana, mentre la Regione Piemonte ha messo in campo azioni evidentemente più efficaci, visto che alla fine l’azienda ha deciso di ampliare il proprio stabilimento nell’Astigiano.
Il sindaco di Scarperia e San Piero è rammaricato: ci ha provato fino all’ultimo ma non è andata bene: “E’ un’occasione persa – dice Federico Ignesti – sarebbe stata un’attività nuova in Mugello, con 50-60 assunzioni, ed anche con un importante indotto sulle nostre aziende agricole, alle quali sarebbe stato chiesto di incentivare l’attività ovicola. L’Hi-Line avrebbe infatti coinvolto le aziende agricole locali, per incentivare l’allevamento dei maschi, in modo da garantire una produzione di qualità, di tipo biologico”.
Ignesti allarga il discorso: “Quant’è accaduto dovrebbe insegnarci a cogliere le occasioni, senza poi piangere sul latte versato. Gli insediamenti produttivi occorre agevolarli e non ostacolarli, e lo sviluppo non deve essere visto come cosa drammatica ma come potenzialità. E non si tratta di essere accondiscendenti, come amministrazioni pubbliche, semmai semplificare, ridurre i tempi, pensare a agevolazioni concrete. Ma è soprattutto un atteggiamento culturale nuovo quello che dobbiamo acquisire: essere meno rigidi nel creare le condizioni di nuove opportunità lavorative, meno “contrari a prescindere”. Perché il lavoro è importante. E dobbiamo avere la capacità di attrarre nuove attività”.
Così a Petrona si cercano ancora nuove attività. Sono quattro lotti, e due, quelli sul fronte strada, sono già stati assegnati, uno alla Chi-Ma l’altro a Donatello e Ariete che dovrebbero cederlo a un’impresa meccanica mugellana che intende ampliarsi. Restano liberi i due lotti verso la Sieve.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 agosto 2017




