BORGO SAN LORENZO – Campanilismo. Un termine che indica l’attaccamento esagerato e gretto alla propria città o al proprio paese. Un esempio sul nostro territorio? Le tante, forse troppe, squadre di calcio presenti in un territorio che conta poco meno di sessantamila abitanti. Badate bene, tante squadre di calcio in un territorio come il nostro non sono assolutamente un male, anzi permettono a qualsiasi famiglia di far fare ai propri figli (e figlie) sport senza dover prendere necessariamente i mezzi e spostarsi nel Mugello. Quale è il lato negativo? Tanta abbondanza spinge necessariamente il livello qualitativo del calcio espresso dalle squadre mugellane non proprio a vette altissime, oltre al fatto che certe squadre hanno il rischio di dover saltare la stagione perchè sprovviste del numero necessario per affrontare un campionato.
La domanda a questo punto sorge spontanea: perché le società non si danno una mano? Ebbene, fino ad oggi la risposta più semplice, e forse anche la più veritiera, era quella del campanilismo, delle lotte tra dirigenti, allenatori e giocatori, che portata all’eccesso non fa altro che indebolire il microcosmo di calciatori e società che vivono nel Mugello.
Per fare un passo avanti, nei giorni scorsi si è svolta una riunione. promossa dal Direttore Generale della Fortis Juventus Candido Farneti, con le società di calcio del Mugello: San Piero a Sieve, Vicchio, Scarperia, Barberino. Il motivo? Iniziare a sondare la possibilità di un lavoro comune di valorizzazione del calcio giovanile mugellano.
Un passo avanti eccezionale per far emergere, anche nel calcio, le eccellenze che il nostro territorio può nascondere. Dopo questo incontro, che ha destato nei presenti molta soddifazione, c’è stato il via libera per provare nuove forme, più effettive ed efficaci, di collaborazione tra le società. Parafrasando l’ultimo film di Pieraccioni, girato proprio nel nostro territorio, “Se son rose…”.
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 novembre 2019




