
BORGO SAN LORENZO – Vie del Gusto 2018, un’edizione, la settima, a cui il meteo ha voluto bene, rispetto al precedente anno, per il quale la pioggia contribuì in negativo alla manifestazione. La gente c’è stata il venerdì sera, tutto il sabato e la domenica dalle cinque del pomeriggio in poi.
Soddisfazione generale degli standisti di piazza del Popolo e Garibaldi e dei produttori e agricoltori collocati nel centro storico. L’obiettivo di valorizzarlo è stato raggiunto, così come quello di dare una vetrina a prodotti di qualità, sia quelli nostrani sia quelli provenienti da altri territori dello stivale, con visitatori pronti ad assaggiare i gusti, provare le combinazioni di sapori e profumi di pietanze più o meno note, non mancando di fare una spesa “mugellana” con ortaggi, frutti, formaggi, salumi, miele, zafferano, dolci. Una bella partecipazione ha avuto la gara delle torte (articolo qui) e positive sono state le risposte allo spazio “senza glutine” gestito dalla ProLoco, che ha dato modo anche ai celiaci di tornare a casa a pancia piena.

“Siamo molto soddisfatti del successo della manifestazione – spiega il presidente Alessio Capecchi – successo che ripaga l’impegno nel realizzarla, sempre difficile viste le forze della ProLoco ed i tanti impegni che abbiamo nel corso dell’anno, e che è frutto anche di numerose collaborazioni. Tutto si è svolto regolarmente, gli espositori sono soddisfatti anche se abbiamo già visto alcuni aspetti che dovremo in futuro migliorare”.

Un commento che, seppur vero per quasi tutta la manifestazione, non vale per gli stands tra piazza Garibaldi e Castelvecchio. L’area era la novità, l’estensione dell’esposizione di quest’anno. Sarebbe forse stato necessario accompagnarla di più, magari con una cartellonistica dedicata, “la gente non sapeva che dopo il Passaguai c’era tutta un’altra via del gusto”, con la scelta di un intrattenimento musicale più trainante “come quello in piazza del Popolo il venerdì sera, o negli altri giorni in Garibaldi”, con un servizio di supporto che gestisse nell’immediato i problemi. Il primo fra tutti la corrente elettrica. “La gente c’è stata – dice uno standista in Castelvecchio – ma io come posso lavorare se l’elettricità salta di continuo. Faccio street food in tutta Italia, qua c’è stata proprio disorganizzazione, da venerdì siamo senza luce”. “Qui gli organizzatori – dicono da un altro truck food – che per tre giorni non li ho visti, devono capire che cosa vogliono fare. E’ stato un mescolone diviso in due parti, una che aveva un giusto tiro e una, la nostra, che era defilata”; “La gente è fantastica qui, mangia, ma abbiamo delle piastre ad induzione per riscaldare. Senza luce, come si fa? Forse si è voluto mettere insieme troppe cose”.
Ora un intoppo non inficia certamente la manifestazione, che è riuscita da molti punti di vista, come una nota stonata non fa buttare via l’esecuzione di un brano. Ma sicuramente forse sarebbe stato meglio fare una cosa in meno e dedicare più attenzione ad uno spazio-novità che si voleva lanciare. Altrimenti si rischia di bruciarlo. O di spegnerlo, come in questo caso.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 settembre 2018
