Qualche mese fa, più o meno era inizio primavera, occupai questo spazio per fare il punto della situazione circa l’investimento per la tenuta di Cafaggiolo (clicca qui per l’articolo). La villa medicea è nel territorio di Barberino di Mugello, la tenuta si estende, peraltro in gran parte, anche su quello, oggi unificato, di Scarperia e San Piero. E le cifre in ballo per il progetto, quelle annunciate, a leggerle o a sentirle, produssero effetti da capogiro. A qualcuno, per l’entusiasmo, in previsione di grandi opportunità per il territorio. Ad altri, io compreso, per lo scetticismo sull’imponenza dell’importo proferito : “centosettantamilioni” di euro.
Ora, non è il momento di aprire un dibattito per contendersi il primato della ragione, fra ottimisti e pessimisti, bensì di fare un conto, seppure parziale, fra promesse e realtà. Sono passati più di quattro anni da quando gli organi di stampa dettero la notizia. Era il mese di giugno del 2011 (fonte “Corriere Fiorentino”, 16 giugno 2011). Nel frattempo è stato aperto un cantiere per il rifacimento della copertura, il tetto, del fabbricato principale. A questi lavori, verosimilmente, se ne aggiungeranno anche altri, e per la manutenzione ordinaria, e per qualche opera accessoria. Non ne conosco il computo metrico, quindi resto nell’impossibilità di fare una valutazione economica circa l’effettiva consistenza dell’esborso per realizzarli.
Però, che ci volete fare, attratto dai numeri, ripenso alla cifra pubblicizzata in quella conferenza stampa: “centosettantamilioni” di euro. Indubbiamente, una bella somma. Così a queste risorse finanziarie, diciamo tecnicamente stanziate, ho avuta l’occasione di sommarne altri 58, sempre di milioni in euro, che lo stesso imprenditore argentino-svizzero, Alfredo Lowenstein, investirà per un hotel a 5 stelle, con 60 camere, in Costa San Giorgio, nell’ex scuola di sanità militare (fonte “La Nazione”, 24 agosto 2015). Si tratta di un gigantesco complesso immobiliare fiorentino che vanta 30.500 metri quadrati di superficie, dei quali 16.500 coperti. In questo caso, la cifra del progetto sembra ripartita in 18 milioni di euro per l’acquisto ed altri 40 per i lavori di ristrutturazione. Sicché volumi edilizi e superfici fondiarie da banca d’affari. Ora cosa succederà? Quello di Cafaggiolo e quest’ultimo in Firenze, potranno coesistere e sovrapporsi, oppure verrà concessa la priorità proprio al progetto fiorentino? Lascio aperto per le eventuali risposte.
In questi quattro anni d’attesa, la villa di Cafaggiolo ha ottenuto il riconoscimento dell’Unesco, insieme al castello del Trebbio, ed ambedue sono stati inseriti fra i beni patrimonio dell’umanità. Un evento importante che dà lustro a tutto il Mugello. Attualmente l’iniziativa, attorno a questo investimento, si è arricchita con la creazione di un sito web, ove è riportata una lettera d’intenti con i Comuni interessati, Barberino di Mugello e Scarperia e San Piero, dedicato alla ricerca ed all’assunzione di personale. Per la verità, questa vetrina multimediale, nella rete Internet, reca un post-it con la scritta “Coming soon – sito attualmente in ristrutturazione”. Difficile, perciò, capire se funzioni o meno.
E’ vero poi che, per attuare e dar corpo all’interezza del progetto, ci sia in ballo la costruzione di una variante stradale cui la Regione Toscana, giustamente, ha già riservati, nel proprio bilancio, i fondi necessari per realizzarla. Ma così, a naso, s’insinua il dubbio per un qualcosa che non convince. Ovvero, come si possono tenere in ozio “centosettantamilioni” di euro in attesa di riceverne nove per la realizzazione di una variante stradale (la ex S.S. 65 della Futa). Una sproporzione che colpisce.
Quindi, nel ringraziare per gli interventi conservativi in corso alla villa, e per l’impegno progettuale che è stato dichiarato, da mugellano, guardo con apprensione l’evolversi della faccenda. Intendiamoci, è imprenditoria privata, quindi senza alcun obbligo di rendicontazione e di fare alcunché. Però, vorrei poter toccare con mano la concretezza, oltre aver letti e sentiti gli annunci. Il Mugello ha bisogno di investimenti, senza con questo diventare terra di conquista o palcoscenico per altri scenari.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 ottobre 2015



