
MUGELLO – Prossima scadenza in vista per la politica locale, l’elezione del nuovo presidente per l’Unione Montana dei Comuni del Mugello (UMCM). Per la prima volta in tanti anni, forse, potrebbero esserci due candidati della stessa maggioranza a contendersi la poltrona presidenziale (articolo qui). Insomma, una situazione inusuale che, comunque vada, lascerà strascichi nel partito di maggioranza, il Pd. Una poltrona per due, una gatta da pelare.
Intendiamoci subito. Derubricare, o limitare, la contesa per l’elezione a presidente dell’UMCM al solo aspetto personale, quello legato alla vocazione per far adagiare, in senso aulico, il fondoschiena sulla poltrona sarebbe riduttivo. Anche superficiale. Infatti non è un balletto, la danza del sedere, tantomeno un casting per eleggere quello più bello, o attraente. Dietro, e non è un gioco di parole, si disputa una partita tutta politica, non tanto fra anime, o bande, di partito, semmai fra visioni di sviluppo del territorio e gestione della cosa pubblica.
Giusto e sacrosanto farci dell’ironia, fa parte della libertà d’espressione, ma altrettanto lo è, giusto, cercare di comprenderne scenario e prospettiva. Ecco così che gli sfidanti, Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero, e Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, si affronteranno per la carica, che tuttavia non porterà nei loro portafogli alcun vantaggio sostanziale, di simbolico governatore del Mugello. Sì perché il ruolo di per sé non si presta a grandi autonomie operative, ed appare più come un riconoscimento formale che istituzionale. Ma, in ogni caso, sarà lotta, politica.
Il presidente dell’UMCM fino ad oggi era la figura imposta, più che proposta, dal partito di maggioranza locale, scelta dall’apparato e innalzata come monolite della propria compattezza e univocità. Ma passano gli anni, cambiano i contesti. Dunque il Pd di Borgo San Lorenzo presenta la candidatura del proprio sindaco, in maniera ufficiale, secondo le regole interne del partito, fatta nei modi e nei tempi opportuni. Con il richiamo alla rotazione nella carica, regola prima scritta e oggi ancora evocata. Una candidatura forte che si porta dietro altri primi cittadini, almeno tre. Fra gli altri, uno nicchia e uno appare neutrale. Ignesti, per contro, sembra avere dalla sua solo il sindaco di Firenzuola, che proprio sugli spazi di questo giornale ha tributato al collega di Scarperia e San Piero il proprio sostegno (articolo qui).
Sicché una vera e propria battaglia politica. In gioco c’è la strategia per come amministrare il territorio. Omoboni, ad esempio, vuol disfarsi della società pubblica Pianvallico s.p.a., passata alle cronache più per i risultati fallimentari e oscuri che per i vantaggi e i servizi resi alla popolazione Ignesti invece ne sostiene la continuazione, restio ad accompagnarla alla tumulazione (articolo qui). In ballo anche la funzione dell’altra società pubblica la Gal Start (articolo qui). Poi, tutt’altro che secondaria, c’è la faccenda delle auspicabili fusioni fra comuni. Omoboni, infatti, non ha mai nascosto il suo auspicio, reale, di creare una realtà amministrativa più ampia, coinvolgendo appunto i comuni confinanti.
Una faccenda complessa. Che sta creando imbarazzo anche all’interno dello stesso Pd di zona. E non è esagerato pensare che la questione possa essere decisa risolutivamente a favore dell’uno o dell’altro o, chissà, anche riportata alla riconciliazione, al cospetto della segreteria metropolitana. Una poltrona per due, una gatta da pelare.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 02 febbraio 2017




