SCARPERIA E SAN PIERO – Sta per chiudersi l’anno e anche per l’associazionismo è tempo di tirare le somme. Oggi lo facciamo con Sauro Bani, presidente della Pro Loco di San Piero a Sieve.
Partiamo dalla stagione appena trascorsa. Soddisfatti? Soddisfatti sì. Quest’anno ci sono state tre cose importanti per noi: l’inizio della collaborazione con la Misericordia, grazie anche al nuovo Governatore, una collaborazione che ci ha permesso di tenere una festa importante come quella del volontariato che ci ha fatto raccogliere duemila euro, soldi importanti per la nostra comunità, perché sono serviti alla Misericordia per l’acquisto di un nuovo mezzo. Poi c’è stato il simposio di scultura, che quest’hanno ha cambiato passo anche grazie al coinvolgimento più diretto del comune di Firenzuola e dell’Unione dei Comuni del Mugello, che ha fatto propria l’iniziativa. Un cambio di passo che ci ha permesso di uscire dai confini mugellani, con la Regione Toscana che sembra intenzionata a darci un contributo per la prossima edizione. E c’è il progetto di fare un percorso di statue lungo il paese, un percorso che partendo dal parco Berti nell’area delle feste arrivi fino alla Stazione, il punto più frequentato del Mugello. Abbiamo anche sviluppato un buon rapporto con la scuola, e alcune classi hanno partecipato all’evento, hanno parlato con gli artisti, collaborazione che ora si è rinnovata con l’iniziativa della giornata contro la violenza sulle donne. Infine non posso tralasciare le iniziative in villa Adami. Abbiamo portato spettacoli, soprattutto teatro, sono andati più o meno bene, ma andavano fatti, anche per riuscire a tirar fuori la testa dopo lo stop forzato causa pandemia. Abbiamo ricevuto molti attestati di plauso da tanti cittadini, e anche se la partecipazione non è stata delle migliori è un’esperienza alla quale ripensare, per decidere se ripeterla l’anno prossimo.
Già, villa Adami…Sull’utilizzo di villa Adami bisognerà aprire un confronto con l’amministrazione comunale. Questo ibrido che è nato con la ristrutturazione dell’immobile. tra Comune e Casa spa – lì dentro vi sono undici appartamenti-, non funziona molto bene, e cozza con la destinazione della villa. Ha chiuso la biblioteca, l’aula consiliare non è più utilizzata, e così villa Adami è un contenitore che l’amministrazione comunale dovrebbe decidere come utilizzare, ma a tutt’oggi non ne sappiamo niente. Abbiamo anche avviato un ragionamento, quello di utilizzare per la Pro Loco i locali della biblioteca, ma non c’è stato niente di scritto e mi sembra che l’amministrazione sia un po’ in ritardo su questo argomento. Peraltro noi abbiamo in corso una donazione di dipinti realizzati durante i dieci anni di Accademia delle Belle Arti, dipienti donati da um imprenditore di Firenze e si potrebbe così creare anche una pinacoteca in villa Adami, e si ipotizza anche lo spostamento della Pro Loco dai locali, sempre di proprietà comunale, in via Pietro Cipriani, con un trasferimento in villa Adami. Questo potrebbe aprire nuove prospettive. Ma è difficile sanare la questione di fondo, ovvero la presenza di appartamenti in villa, dove c’è anche il circolo ricreativo degli anziani, e anche in questo caso i rapporti con i residenti non sono idilliaci.
Torniamo alle iniziative… Dimenticavo la Festa del marrone, che è diventata un classico, e quest’anno è andata davvero bene, abbiamo fatto un lavoro certosino, coadiuvati da un cuoco che lavora in alberghi del Trentino: ha fatto i dolci lui, buonissimi, ed è venuto un sacco di persone. Positiva anche la collaborazione della Misericordia, che grazie alla festa ha ricevuto un altro contributo, ed è cosa bella.
E per il 2022? Covid permettendo vorremmo riproporre “Mugello in Danza”, alla fine di giugno, per farla combaciare con la fine delle scuole di danza, e consentire ad ogni scuola di portare le cose migliori dei loro saggi. Coinvolgeremo tutte le scuole di danza mugellane, e non solo, anche alcune di Firenze.
I due comuni, Scarperia e San Piero a Sieve si sono fusi. E le Pro Loco? Le Pro Loco rimarranno due, non c’è alternativa, son troppe le differenze. La questione deve essere piuttosto quella della collaborazione tra Pro Loco del Mugello, a iniziare dal predisporre un calendario unico delle manifestazioni. Ma è bene che rimangano non i campanili ma le specificità di ogni pro loco. Un anno la Pro Loco di San Piero ha provato a partecipare alla giornata rinascimentale di Scarperia, ma questo si è rivelato una forzatura, non c’è il clima giusto, la giusta compenetrazione tra due realtà un po’ diverse, com’è logico e giusto che sia. Piuttosto dovrebbe essere il Comune a fare da raccordo tra le due realtà, e credo che ci siano ancora dei passi da fare verso un coordinamento più efficace.
E tra le Pro Loco mugellane i rapporti come sono? Non ci sono particolari difficoltà, anche se non vedo una grande sensibilità a coordinarsi. Due anni fa abbiamo fatto un programma unico, fu designato un coordinatore mugellano, che però è scaduto e andrebbe rinnovato. Però non dimentichiamoci di una cosa…
Che cosa? Il Covid ha messo in serio pericolo l’iniziativa del volontariato e la sua stessa sopravvivenza. Noi siamo riusciti a tenerci in piedi grazie alla caparbietà di alcuni, compreso il sottoscritto. Però tutte le dinamiche sono cambiate, e questo ci ha messo in grave difficoltà. Anche se devo aggiungere che durante il primo lockdown meno male che la Pro Loco c’era, perché abbiamo fatto un lavoro importante, come portare la spesa e i medicinali nelle case. In quei momenti la nostra presenza è stata fondamentale.
Un’ultima domanda. Che suggerimenti daresti, che necessità vedi, per dare un nuovo e maggiore impulso allo sviluppo turistico del Mugello?
Per rispondere, parto dall’esplosione che ha avuto negli ultimi tre-quattro anni la Via degli Dei, e sarà ancor più in crescita, se si pensa alla riscoperta del turismo verde, della natura, dei beni culturali, di un turismo più a misura d’uomo. Tutto questo ha portato a rivedere le modalità di far turismo.
E così noto una mancanza in Mugello, quella di ostelli per il turismo giovanile, per persone che non possono permettersi di spendere 50-60 euro al giorno, ma occorre dar loro un tetto da dormire in sacco a pelo e poter mangiare con 10 euro. Ho fatto diversi cammini, in particolare in Spagna, e lì con 15-20, massimo 25 euro riesci a vivere una giornata. Qui questo supporto manca. Gli enti pubblici, lo stesso clero – e qui ho visto molta disponibilità perché don Daniele ha aperto a tutti – dovrebbero pensarci, e le amministrazione comunali dovrebbero fare uno scatto in più, anche favorendo la fruizione di beni culturali, come Fortezza, Trebbio, Cafaggiolo, punti nevralgici che dovrebbero essere visitabili. Prendi la Fortezza: son 3-4 anni che è tutto fermo, non si capisce bene che succede, e andrebbe almeno sfoltita tutta la vegetazione circostante, e se si illumina con 4-5 fari la Fortezza di San Martino sarebbe un biglietto da visita eccezionale. Per San Piero e per tutto il Mugello, e questo non costerebbe cifre iperboliche. Ecco mi sembra che da questo punto di vista ancora non si faccia abbastanza. Non si può sempre contare sull’impegno del volontariato, come sta accadendo a Bosco ai frati, che è aperto grazie alla disponibilità di alcune persone, a fronte di un sostanziale disinteresse dell’ente pubblico. Eppure è un luogo importantissimo da un punto di vista storico e anche turistico.
Inoltre andrebbe incrementata l’attività di divulgazione turistica, l’attività delle guide turistiche, e anche creare punti di noleggio per le mountain bike. C’è un mondo che ruota intorno al turismo sostenibile e forse andrebbe fatto di più su questo fronte. Per non parlare dell’annosa questione della pista ciclabile che dovrebbe unire Barberino fino a Pontassieve, non so cosa blocchi l’opera, ma se si vuole supportare il turismo queste presenze, queste opportunità sono fondamentali.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 dicembre 2021




