
FIRENZUOLA – Il Cas di San Pellegrino a Firenzuola, con i suoi 75 ospiti su 58 abitanti della frazione, torna a a far discutere. Negli ultimi due giorni, il quotidiano La Nazione, ad esempio, ha dedicato al tema due ampi servizi. Ieri, mercoledì 5 Marzo, un articolo di Alessandro Pistolesi dava voce ai residenti che già la scorso Novembre hanno inviato una segnalazione in Prefettura (qui un articolo in merito alle rimostranze dei cittadini) ricordando che la proporzione tra ospiti e abitanti dovrebbe essere ben diversa. Nel suo articolo, anche il quotidiano La Nazione ricorda i problemi sollevati dai cittadini, come il fatto che i giardini pubblici siano diventati una “succursale del Cas, dove i migranti vanno a svagarsi a dispetto dei pochi bambini di San Pellegrino”. E, come le lettere pubblicate nei mesi scorsi dal Filo, ricorda gli sforzi degli abitanti della piccola frazione per favorire l’integrazione, con i migranti più volte accompagnati a Firenzuola dagli abitanti locali per varie necessità, come la guardia medica. C’è anche uno sviluppo di attualità: secondo La Nazione, infatti, il 20 Febbraio i cittadini hanno indirizzato a Prefettura, Comune, Asl e Vigili del Fuoco un’istanza di accesso agli atti, sottoscritta da 38 residenti, chiedendo i verbali di verifica relativi a idoneità, capienza, compatibilità e condizioni strutturali e igienico – sanitarie del Cas, sottolinenando: “Finora i gestori che si sono avvicendati non hanno mai garantito la sicurezza e l’ordine pubblico”.
Sempre su “La Nazione” di ieri c’è però spazio anche per la replica degli attuali gestori del Cas: “Valori solidali Impresa sociale”, una realtà creata dal coordinamento delle Misericordie dell’area fiorentina, secondo i quali la gestione avviene adesso, dopo varie esperienze di altre realtà e associazioni, “nel pieno rispetto di quanto previsto dalla convenzione”. Replica nella quale si rigettano le insinuazioni secondo le quali questi giovani stranieri sarebbero abbandonati a loro stessi, quando invece sono correttamente inseriti nei corsi di formazione e integrazione, attività educative e sociali. Aggiungendo che il continuo turnover degli ospiti risponde alle necessità della Prefettura, che l’assistenza sanitaria è garantita e non sottrae risorse alla comunità locale, in quanto il medico che accede alla struttura è un professionista privato pagato dall’associazione. Ribadendo infine comunque la disponibilità ad un dialogo aperto e collaborativo con la popolazione.
Altro giorno, altri articoli, sempre sul tema. Oggi, giovedì 6 Marzo, La Nazione torna a dedicare al Cas di San Pellegrino un’intera pagina. Lo fa richiamando l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale (articolo qui) per chiedere la chiusura del centro, argomento che per una volta ha messo d’accordo maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra. Ma oggi su La Nazione parla anche don Aldo Menichetti, parroco di Firenzuola e San Pellegrino, che ricorda come mesi fa la parrocchia organizzò un incontro in merito, invitando a non mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi (articolo qui). E che in merito al recente pronunciamento del Consiglio comunale afferma: “La chiusura del centro sarebbe una sconfitta per la comunità firenzuolina, e mi fa strano che i due gruppi consiliari che si scontrano su tutto, proprio su questa cosa si siano trovati d’accordo”. Don Aldo riconosce che il luogo non sia adatto, e che i numeri degli ospiti siano troppi alti, ma spiega anche che ovviando a questi problemi l’accoglienza potrebbe continuare, con un invito alla Firenzuola solidale, ricordando che fino ad ora l’impegno dei residenti della frazione per i migranti ha dato buoni frutti, come il fatto che alcuni di loro abbiano trovato un lavoro in zona.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Marzo 2025






