BORGO SAN LORENZO – Giovedì sono stato soggetto inconsapevole di un “ritiro” piuttosto singolare ad opera del comune di Borgo San Lorenzo. Lo scorso anno ho acquistato, tramite asta pubblica, dal Comune di Borgo San Lorenzo, una rampa scale che passa anche sotto il mio condominio. All’inizio di tale rampa il Comune aveva collocato una panchina fissandola al terreno con una ampia base di cemento.
Giovedì 18 sono uscito presto e, quando verso le 13.00 sono tornato a casa, mi sono accorto che la panchina non c’era più. Informato dai vicini che era stata asportata dagli operai del comune, sono andato a parlare con la responsabile del cantiere. Alle mie rimostranze sull’accaduto, mi è stato risposto che la panchina, secondo lei, era un arredo e quindi non rientrava nell’acquisto del bene.
Premesso che nel contratto di compravendita c’è scritto, all’art. 3 “Quanto forma l’oggetto del presente atto, viene ceduto ed acquistato nello stato di fatto e di diritto in cui si trova attualmente, così come visto ed accettato dalla parte acquirente” io la panchina, prima di acquistare la rampa, l’ho sempre vista. Se il Comune intendeva riprendersi la panchina, prima dell’atto di compravendita, aveva tutto il tempo per farlo visto che già l’anno precedente avevo partecipato alla prima asta, risultando vincitore, asta poi annullata per un errore da parte del Comune.
Se anche il Comune avesse ragione e la panchina fosse di sua proprietà, ritengo che prima di mandare degli operai, inconsapevoli, a riprendere “l’indispensabile arredo” dentro una proprietà privata, avrebbe dovuto perlomeno avvisarmi, non sono nemmeno uno sconosciuto cittadino, lavoro in Comune anche io.
Che dire, questo episodio può far pensare che, nel nostro Comune, qualcuno ha poco rispetto per i cittadini.
Donatello Bruschi
(Rubrica: Dai Lettori – Lettere e Raccontalo con una foto)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 aprile 2019





1 commento
Forse c’è la nascosta, ma condivisa, intenzione di aumentare il numero degli assessori del nuovo consiglio comunale e non sapendo dove far sedere quelli in più, si sono procurati nuovi scranni per nuovi deretani.