
BORGO SAN LORENZO – Attendevano l’esito del tampone molecolare, fatto nella sede di Auxilium a Borgo San Lorenzo già lunedì scorso, a pagamento, ma il risultato non è arrivato. Segnala il disservizio un lettore: “Mi hanno detto che il laboratorio aveva finito i reagenti. Mi hanno rimborsato i 65 euro, e in cambio mi hanno offerto un antigenico gratuito. Resto comunque perplesso…”
Abbiamo chiesto alla direzione Auxilium spiegazioni e il direttore Stefano Chivetti risponde:” Purtroppo è accaduto quello che vi è stato segnalato. Nella mattina di lunedì, appunto, a causa di un problema di sovraccarico o di una mancanza di sostanza reagente, il laboratorio esterno, al quale affidiamo le analisi, non è riuscito a processare i risultati. Comprendendo il disagio che abbiamo causato ai nostri utenti abbiamo cercato di risolvere la situazione effettuando un tampone rapido, che ovviamente non abbiamo fatto pagare, ed offrendo un altro tampone antigienico. Inoltre, verranno risarciti completamente dell’importo speso in quanto non hanno ricevuto il servizio per il quale hanno pagato. Per quanto riguarda noi, poi, ci rivarremo sul laboratorio che non è riuscito ad adempiere ai suoi doveri”.
Chivetti continua. “È importante, però, che le persone capiscano che il tampone non è la soluzione a questa grande ondata di positivi. La soluzione sono le buone norme di comportamento perché l’unico modo per evitare la diffusione del virus è la quarantena. Inoltre, dopo l’ultimo decreto regionale il tampone rapido ha la stessa validità di quello molecolare ma i medici continuano a prescriverlo senza una reale necessità e questo crea problemi di sovraccarico ai laboratori, ma anche alla Ausl che, in questi giorni, sta effettuando il tracciamento dei casi del 23 dicembre”.
Il responsabile di Auxilium torna sul caso del tampone “fallito”: “Ci scusiamo ancora – dice Chivetti – per il disservizio che abbiamo arrecato ai nostri utenti e non vogliamo assolutamente addossare la colpa ai nostri laboratori o al sovraccarico di richieste, ci prendiamo l’intera responsabilità ma vorremmo anche prendere l’occasione per ricordare a tutti che fare un tampone il giorno prima di una cena non è il modo giusto per arrestare la diffusione del virus, l’unica soluzione è essere responsabili e, se si accusano sintomi, se si è stati a contatto con persone positive, è necessario isolarsi e, a quel punto, testarsi per il virus dopo 4/5 giorni dal contatto o dalla comparsa dei sintomi. Ripeto, fare il tampone prima di andare a cena non è assolutamente significativo e a gennaio, intorno ai primi cinque giorni, io mi aspetto un secondo picco”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 Dicembre 2021






