
VICCHIO – I dipendenti “esterni” Intervengono sul caso Forteto, pubblicando sulla loro pagina Facebook un comunicato, al quale clicca “Mi Piace” anche il vicesindaco di Dicomano Giulia Fossi, che esprime contrarietà all’ipotesi di commissariamento della cooperativa e preoccupazioni rispetto all’attuale situazione lavorativa, ed è subito scontro con le vittime, che replicano tra amarezza, delusione e rabbia. Quel che scatena le reazioni è l’affermazione riferita al lavoro dei bambini, che i dipendenti “esterni” dicono di non aver mai visto. “Io veramente vi ho visti in diversi – dice Giuseppe Aversa – quando venivo lì a lavorare senza averne l’età. Vi dovreste vergognare dal primo all’ultimo. Beati voi che riuscite a guardarvi allo specchio e dormire, io mi torturo per molto meno”. “Ero piccolo e lavoravo nel caseificio del Forteto”, dice Alessandro Bastianelli, che quando venivano a trovarlo i genitori non si poteva muovere dalla postazione fino a che non bussavano alla porta e racconta che per 12 anni poteva fare segni neanche con gli occhi, perché dopo sarebbe stato picchiato e pestato. E qualcuno anche afferma con amarezza proprio come loro, bambini, affidavano il racconto delle proprie sofferenze ai dipendenti “esterni”, visti come l’unico contatto che avevano con quello che era al di fuori del Forteto: “Abbiamo trascorso tanto tempo insieme, lavorando fianco a fianco alle ricotte – dice Iris Shkambaj – le volte che siamo stati messi in punizione a sedere piangendo anche davanti a voi, mi ricordo benissimo di essermi confidata con voi tante di quelle volte, perché venivate a chiederci cosa era successo”. E le “vittime” ricordano fatti specifici che coinvolgono precisi dipendenti “esterni”: come fanno quindi a dire di non aver mai visto bambini a lavorare nel Forteto? Queste affermazioni non fanno altro che alimentare le tesi di chi afferma, sostenendo il commissariamento, che nulla sia cambiato, neanche l’aria all’interno della cooperativa, e che i legami con quanto è stato sono ancora forti.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 febbraio 2016



