
“Il valore della vita non sta nella lunghezza dei giorni, ma nell’uso che ne facciamo.
Uno può aver vissuto a lungo, e tuttavia pochissimo”.
Michel de Montaigne
Oggi l’esistenza umana s’è di molto allungata, ma non per questo possiamo dire che si vive di più, in senso autentico. Talora i vecchi hanno di fronte anni e anni di sopravvivenza quasi larvale, meramente vegetativa. Ma questo vale anche per molti giovani o per chi è nel pieno del vigore della maturità. Si può, infatti, semplicemente esserci senza essere veramente.
Il tempo cronologico è uguale per tutti, ma è ben diverso il contenuto esistenziale che lo riempie. C’è, infatti, chi ha solo giorni vuoti davanti a sé, “giorni tristi e anni – come confessava Qohelet – di cui devi dire: Non ci provo alcun gusto” (12, 1).
E c’è, invece, chi colma le sue ore di opere, di pensieri e di affetti. Solo così si può dire veramente di vivere e non solo di esistere.




