Non mi interessano le dispute ideologiche, né tanto meno i campanilismi. Soprattutto se si tratta di faccende terribilmente serie. Parlo dell’atteggiamento da tenere nei confronti del fenomeno della migrazione. Modello Lombardia o modello Toscana.
Al di là ed al di sopra degli schieramenti faziosi dico: io sono per il modello Toscana. Che vuol dire accogliere decentemente i migranti cercando di non farne delle concentrazioni da lager e, nello stesso tempo, esercitando dell’assistenza e non della beneficenza. E meno che mai occasione di profitto per cooperative od associazioni senza scrupoli.
Ora premetto che a questa migrazione comunque bisogna mettere un freno. Va regolata, governata e non solo subita. A mio dire si dovrebbero accettare, per solidarietà umana e civile, le persone che hanno titolo ad una protezione; vuoi perché travolti da una guerra, vuoi perché perseguitati per la loro appartenenza ad una etnia, ad una una religione… Gli altri, coloro che sono in cerca di fortuna, economica, sociale, ed hanno tutto il diritto di perseguirla, dovrebbero poter essere compatibili, nel numero, alle opportunità di lavoro che la nostra società può offrire (o può averne di bisogno).
Mi spiego: se un senegalese confida di poter guadagnare lavorando dignitosamente in un anno in Italia, quanto riuscirebbe a realizzare in trenta anni nel suo paese……è un’aspirazione più che legittima. Ma, se nel suo paese sta già dignitosamente: ha da vivere sotto un tetto, ha un lavoro, un’istruzione, un minimo di assistenza sanitaria…..un qualche filtro al suo arrivo abbiamo il diritto di porlo.
E’ da diversi anni che manco dall’Africa nera. In Tanzania, paese tra i più poveri, alcuni anni fa, bastavano 25 dollari al mese per campare una famiglia di cinque persone in un villaggio della provincia. Dignitosamente per l’appunto. Ora certamente ce ne vorranno di più. Comunque la forbice del costo della vita, dei redditi ( e delle esigenze) rimane molto alta tra loro e noi.
Di sicuro non possiamo spalancare le porte a tutti quelli che vorrebbero arrivare.
Possiamo lavorare per accorciare la forbice: quando avevo 17 anni fondai con altri miei coetanei un’associazione per il Terzo Mondo (così si chiamava allora). Mi colpì scoprire di quanto si era impoverita l’Africa dopo la seconda guerra mondiale, nell’interscambio commerciale con l’Occidente. Quanto, ad esempio, era crollato il costo del riso.
Cominciamo ora a riconoscere un valore maggiore ai prodotti locali, pagando di più quindi i nostri approvvigionamenti, e così riequilibreremo la bilancia di pagamenti.
Veniamo ai migranti. La Germania ne ospita già dieci volte più dell’Italia. La maggior parte dei nuovi arrivati, vedi gli Eritrei, vuole solo transitare dall’Italia per dirigersi in Nord Europa. Questi migranti cercano di non farsi identificare nel nostro paese, perché sanno che, salvo che sia riconosciuto loro lo status di rifugiato, dopo non potranno espatriare al nord. Ecco perché affollano le stazioni: stanno scappando.
Oggi in municipio si è presentata una coppia di residenti: “Vorremmo ospitare un migrante…in casa con noi. Gli diamo vitto ed alloggio, gratis….”. Bello! C’è già un’altra famiglia che offre una casa gratis. Questo è il modello che ci piace.
Non necessariamente gratis (viva la generosità!), ma il modello privato, familiare, personalizzato. Naturalmente assistito, anche nei confronti degli ospitanti. Ci piacerebbe poter costituire un servizio gestito direttamente dal comune o comunque supervisionato dall’amministrazione comunale. Camilla, assessore, sta lavorando a questa idea.
Tra poco usciremo con un bando di interesse per le famiglie ed i privati che fossero interessati ad ospitare, affittare un alloggio a questo scopo.
Rimane comunque fondamentale che questi migranti, in aspettativa delle decisioni delle commissioni circa il loro destino, possano esser impiegati e rendersi utili in attività di pubblico interesse. Per la loro stessa dignità.
E noi, abbiamo o non abbiamo già un registro dei volontari comunali!?
Leonardo Borchi
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 18 giugno 2015





