BORGO SAN LORENZO – Preoccupati per la permanenza ormai sporadica dei Luna Park al Foro Boario, il comune di Borgo San Lorenzo ha pensato bene di crearne uno permanente, perfino con delle idee sicuramente innovative.
Ispirandosi ai lontani ricordi dell’Ottovolante e dell’autoscontro, le piste di legno e di metallo su cui da ragazzi ci sfidavamo alla guida di macchinine senza ruote sognando le automobili vere che neanche i nostri genitori si potevano permettere, l’amministrazione comunale, insieme alla cosiddetta Città metropolitana, ha pensato bene di realizzare una evoluzione della famosa Ovonda di Paliano a cui ci eravamo ormai perfino abituati.
E’ venuto così alla luce il Binocolo subito ribattezzato la “Variante di Cristoré”. Si proprio Cristoré, come si legge su alcuni short pubblicitari proiettati nei cinema borghigiani prima dell’inizio dei film. Siccome però la Variante di Cristoré non era proprio venuta benissimo il comune ha pensato di stanziare altri cinquemila ottocento euro per farla ancora meglio. Speriamo bene.
Rifacendosi alle migliori attrazioni inventate dai giostrai si è poi pensato bene di rinunciare a riempire le buche diffuse per le strade del paese per realizzare invece quelle protuberanze che in termine tecnico vengono definite “dissuasori”. A Borgo sono così nate le “Montagne Rosse”. “Tanto Poggio e buca fa piano”.


Le macchinette colorate della Pesca Miracolosa si sono evolute in sgargianti totem arancioni grazie ai quali, per un attimo di distrazione su rettilinei dove potremmo correre il rischio di colpi di sonno, si può vincere, invece di un peluche, un bollettino da pagare agevolmente perfino dal tabaccaio come un normale Gratta e Vinci.
Chissà se un giorno, con questa tendenza a rendere motivo di svago e di divertimento le iniziative rivolte soprattutto alla nostra sicurezza, per garantirci un po’ di relax contro la fatica e la tensione della guida, non ci facciano trovare, nel bel mezzo dell’aiuola di qualche nuova rotatoria, una di quelle fantastiche giostre girevoli su cui da ragazzi volavamo allegri spingendo con i piedi il seggiolino dell’amico davanti per mandarlo a staccare, come agognato trofeo, il pendaglio appeso in alto al lato della divertente girandola. Il “Calcio in culo”.
Guido Molinelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 febbraio 2017



