MUGELLO – Così ieri è arrivata anche la prima reazione dei soci toscani della Centrale del Latte d’Italia, ed è una reazione “amichevole”, una sorta di benvenuto -forse inevitabile vista la situazione- al nuovo “proprietario” della Mukki, il gruppo Newlat di Reggio Emilia.
Dopo l’acquisto del 46,24% delle quote di Centrale del latte d’Italia (con sede a Torino), che detiene il 100% della Centrale del latte della Toscana (articolo qui), il Comune di Firenze, la Camera di commercio e Fidi Toscana, con un comunicato congiunto si dicono “convinti che fin da subito possa svilupparsi un progetto ambizioso di rilancio del gruppo”.
I tre soci, gia’ in contatto con il nuovo azionista di maggioranza, aggiungono di aver “apprezzato che Newlat abbia definito la Toscana una “filiera produttiva di alta qualità e fiore all’occhiello anche per i prodotti biologici in grado di offrire ai consumatori italiani una gamma di prodotti unici con brand storici e di grande rilevanza territoriale”.
Palazzo Vecchio, la Cciaa e Fidi, quindi, “ribadiscono l’importanza e la centralità dello stabilimento fiorentino del latte, dei lavoratori e della filiera del territorio, ritenendo questi elementi occasione per il rilancio di tutto il gruppo e per il raggiungimento di risultati importanti”.

E già si lavora al nuovo consiglio d’amministrazione della società. Su questo una sottolineatura la fa l’assessore all’agricoltura dell’Unione montana dei Comuni del Mugello Federico Ignesti: “Il mio auspicio è che la scelta cada su una persona legata alla produzione del latte, in grado di dare rappresentanza ai produttori toscani”.

Anche l’assessore regionale Marco Remaschi è nuovamente intervenuto sulla vicenda (articolo qui): “Stiamo seguendo con grande attenzione e partecipazione tutta la delicata questione della vendita di Mukki Latte. La filiera latte è strategica per il nostro territorio sia dal punto di vista occupazionale che ambientale e il ruolo di Mukki è, in questo ambito, decisivo”. Lo ha detto l’assessore regionale a agricoltura e foreste Marco Remaschi dopo aver incontrato prima i rappresentanti della filiera latte e poi i soci pubblici di Mukki. Remaschi ha anche annunciato di volere presto sentire anche i vertici di Newlat. “Ho ribadito a tutti – ha evidenziato – che è nostra intenzione essere pienamente partecipi di questo nuovo scenario, esercitando tutte le nostre competenze nell’ambito, naturalmente, delle nostre prerogative istituzionali. Ci sono 60 aziende toscane, in gran parte del Mugello, che conferiscono300.000 quintali di latte all’annoa Mukki. Sono aziende che negli anni hanno fatto grande investimenti, anche grazie al Programma di sviluppo rurale: è importante che questo legame decisivo con Mukki possa andare avanti in piena continuità, anche nel mutato quadro societario, continuando a proporre sul mercato la qualità del prodotto che lo ha contraddistinto da sempre e che trova il pieno apprezzamento dei consumatori, seppure con numeri tipici di un mercato di nicchia . Voglio incontrare la nuova proprietà proprio per uno scambio di opinioni su queste tematiche così importanti per i nostri produttori”. Dopo aver sentito i rappresentanti della filiera latte l’assessore si è confrontato anche con i soci pubblici della MuKKi (Fidi, CCIAA, Comune di Firenze e Pistoia). In questo incontro è emerso che tutti soggetti (tranne Pistoia che da tempo ha manifestato la volontà, in prospettiva futura, di vendere le quote) sono disposti a impegnarsi con la nuova proprietà purché si dia piena continuità all’attuale filiera del latte. “E’ una sfida per tutti – ha concluso l’assessore – Ogni cambiamento di questa portata al suo inizio porta con sé anche legittime preoccupazioni. L’augurio è che invece, nel tempo, questo nuovo assetto societario possa essere visto come una opportunità e quindi diventare un fattore di sviluppo. Sarà impegno di tutti trovare i modi per continuare ad avere un latte di eccellenza prodotto in un territorio sano e attento all’ambiente”.
Fiammetta Capirossi, consigliere regionale Pd commenta: “E’ un fatto indubbiamente positivo che tutti i soggetti interessati, dalle istituzioni ai soci, si siano immediatamente attivati. Con l’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi, siamo da giorni in stretto contatto per definire iniziative e interventi. In questo senso, le sue ultime dichiarazioni a seguito degli incontri finora avuti, sono particolarmente confortanti perché testimoniano una grande attenzione e sono molto condivisibili nel merito per il valore conferito alla filiera del latte”. “Sul territorio del Mugello – prosegue Capirossi – la notizia dell’acquisto delle quote dei soci piemontesi da parte di Newlat ha destato una ragionevole preoccupazione. Credo che occorra capire il prima possibile, e le dichiarazioni rilasciate muovono a un cauto ottimismo, se Newlat ha intenzione di creare una filiera di alta qualità, con un prodotto da vendere ad un prezzo maggiore, ma con proprietà organolettiche migliori, rispetto alla produzione di latte in altre condizioni. Se le intenzioni di Newlat sono queste, si tratta certamente, come affermato anche da Remaschi, di una sfida sulla qualità che certamente le aziende della filiera del latte del Mugello sapranno raccogliere e sostenere”.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 aprile 2020




2 commenti
Mi sembra o mi sbaglio che i rappresentanti istituzionali siano stati a “pecora” in questo passaggio??
E se un domani gli emiliani acqusissero solo il marchio e lasciassero a casa il latte mugellano chi sarebbe da “inforcare”??
A pensar male a volte ci si dà.
Buona serata
Non ci siamo, è come Granarolo con il pecorino Toscano e il pecorino delle balze Volterrane, una debacle a vantaggio di chi? Tutta la fatica e l’impegno della Toscana per far progredire l’industria lattiero casearia che acquista latte dalla Germania e acquisisce solo punti di forza. Ripensateci