
MUGELLO. Qualche giorno fa è andata in scena, durante una concitata assemblea presso l’Unione Montana dei Comuni del Mugello, una rappresentazione di per sé tragica, in relazione all’argomento, ed al contempo farsesca, fra ipocrisia, demagogia, accuse di populismo, richiami ad un fatuo buonismo, rivalse di partito, astiosità di campanile. Sicché non è possibile farne la cronaca e trattarla come una normale pagina di politica istituzionale locale.
Guerra di bande, lotta fra famiglie. Beninteso della politica nostrana, senza nessuna altra allusione. Tant’è che i sindaci ed i delegati dell’assemblea consiliare presso l’UMCM, si erano dati appuntamento per parlare, molto, e deliberare, poco, sulla questione emergenza immigrazione. Una priorità dettata dai recenti fatti circa le assegnazioni dei migranti da ospitare, stabilite dalla Prefettura, avversate nei modi e nei numeri dal comune di Firenzuola (clicca qui per articolo originale).
La bagarre sull’argomento sembra sia sorta dalla presentazione di una richiesta, per la modifica di un ordine del giorno, presentata dal gruppo “Centrosinistra per l’unione del Mugello – Democratici e Socialisti”. In pratica si contestava, apertamente e legittimamente, l’operato del sindaco di Firenzuola, reo, forse, di aver portato alla ribalta nazionale il problema sul sistema delle assegnazioni, o anche di aver osteggiato, chissà, il pensiero unico del partito di maggioranza sul tema. Insomma non una critica all’azione umanitaria.
Il dibattito che ne è scaturito ha avuti toni accesi, convulsi, concitati, in un clima da talk show televisivo. Una corrida verbale incruenta, combattuta senza armi da taglio. Ammesso che la lingua non lo sia. Sicché nessuna ferita corporale sui contendenti, semmai lacerazioni, profonde, negli animi. Ma anche no, magari normale dialettica. La declaratoria per presunti sgarbi. Il rinfacciarsi frasi, commenti e pensieri. Compreso un siparietto, fra lo stesso sindaco di Firenzuola ed un altro propenso a dispensare lezioni di accoglienza senza aver nel suo comune alcun ospite. Un intento preventivo, o, meglio, la dichiarazione di poterne ricevere qualcuno.
Eppure, sul serio, nei momenti di pacatezza, e vi assicuro che siano stati quelli più rilevanti, per la durata e per i contenuti, sono emersi pochi torti e tante ragioni. Senza ergersi al ruolo di arbitro, ovvio per mancanza di titoli da esibire, il quadro della questione immigrazione, qui in Mugello, ha evidenziati due risvolti. Il primo quello umanitario, e per quel che se ne dica o si pensi, è in cima all’agenda di ogni sindaco, toccando la sensibilità di tutti loro. Poi c’è l’aspetto organizzativo e logistico, quello legato al metodo, alla ripartizione, al numero dei migranti. Ed è questo il vero nodo del problema.
Opinioni divergenti ma fondate ed argomentate, aspetti ormai noti, ampiamente trattati e dibattuti. Ne ripeto alcuni. La difficoltà o, in qualche caso, l’impossibilità dell’integrazione. La lunghezza dei tempi per il riconoscimento del diritto all’ospitalità, oltre l’emergenza. La precarietà imprenditoriale e operativa di qualche struttura ospitante. Progetti di accoglienza, di società e cooperative, non congrui ed efficaci per i luoghi ove sono proposti. Gestione caotica sulle assegnazioni da parte della Prefettura, con comunicati contraddittori. Mancanza di controlli, specie alla luce delle sparizioni di alcuni migranti, dei quali si sono perse le tracce dopo appena un pernottamento.
Si, non c’è dubbio, un problema gigantesco. Soprattutto se analizzato in maniera obiettiva, spingendosi dentro il concetto di integrazione. Una parola ad effetto, fra auspicio e programma civile o politico che sia. Certo non impossibile da attuare, ma impegnativa, molto.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 04 agosto 2016





1 commento
Certo la Prefettura avrà le sue responsabilità e credo che esista apposta per prendersele… proprio nei casi di emergenza come questo, certo può essere gestito meglio e maggiormente concordato e “condiviso” tra i vari enti, va bene la discussione, ma poi deve essere trovata una “sintesi” comune…. Ma qui si vede anche i nostri politici, incapaci di rilanciare l’economia (compreso Firenzuola che è in fase di crisi profonda settore lapideo, spostamento sede della BCC, che è rimasto un territorio isolato per incapacità di ottenere il famoso traforo già finanziato in passato, e che fa bilancio col contenimento costi tagliando alle associazioni locali e sul sociale..) che poi per mantenere il consenso elettorale specula su questo argomento e sulle paure dei compaesani, senza aver cercato PRIMA di trovare soluzioni o proposte alternative a questo problema.
Mai visto un impegno simile quando hanno chiuso le decine di ditte nei settori edili e della pietra… mai visto muovere un dito per creare un posto di lavoro… avanti cosi con gli specchietti per le allodole e col fomentare inutili risse o contrapposizioni ideologiche… ma come c’è scritto sul monumento ai caduti sulla Faggiola “siate vigilanti..” (probabilmente non riferendosi ai migranti, ma alle ideologie estremiste che provocarono il conflitto…).