PALAZZUOLO SUL SENIO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta del parroco di Palazzuolo sul Senio, don Pierre Mvubu Babela.
In questa diciottesima domenica nel tempo Ordinario nell’anno B, la parola di Dio ci invita a porci la domanda sullo scopo della nostra fede e lo stile della nostra adesione alla stessa fede. Non basta celebrare il sacrificio di Cristo sulla Croce, come tale “Vittima gradita del Padre”, ma c’è la necessità assoluta anche di entrare a fare parte di quella stessa offerta che trasforma anche noi in offerta perenne e gradita allo stesso Padre che si esprime nella carità. Quella stessa carità che non fa mai mancare a quelli che si radunano intorno alla mensa della Parola e del corpo e Sangue di Cristo, spinti dalla fame di verità nutriente posta nel loro cuore, con la grazia di radunarsi nella fede (cfr Orazione della domenica odierna). Il Signore non abbandona il suo popolo dopo l’uscita dell’Egitto, nutrendolo e dissetandolo nonostante la mancanza di fiducia dello stesso Popolo; nonostante che abbia preferito la schiavitù dell’Egitto alla libertà e il cammino (pure difficile) verso la sua vera identità , cioè: quello di “popolo di Dio, guidato e nutrito da Egli stesso”. La Manna (cfr Es 16, 2-15), quel cibo dell’epoca messianica ( cfr sap 16,20; Sal 77,28. 104,40 ); simbolo della cura di Dio per il suo popolo; immagine del vero Pane che non solo nutre il suo popolo nella Nuova ed Eterna Alleanza e si costituisce come il farmaco dell’immortalità e vita dei credenti; perché quello dato da Mosè come indicato da Gesù nel Vangelo odierno, non era quel vero, ma figura della sua stessa persona; Non una cosa, ma è colui che discende dal cielo e che porta la salvezza.
La Manna nutre e basta; l’Eucaristia, nutre, purifica, redime, salva e ci fa simili a Lui, perché se ne appropria ogni credente che crede realmente e che fa comunione con Lui e con il prossimo. Perciò, come ci esorta San Paolo, non possiamo più comportarci come i pagani con i loro vani pensieri. Istruiamoci secondo la verità che è Gesù stesso, Pane di vita che non corrompe e non si lascia corrompere; che ci rende conforme a Lui. Egli è l’uomo nuovo, giusto e santo che ci rinnova nel suo Spirito (Ef 4, 17-24).
Come si rinnova la comunione nello Spirito in mezzo ai credenti? Ricostruendo i ponti delle nostre relazioni falliti in famiglia, nella comunità ecclesiale, nei luoghi di vita reali; nell’accoglierci gli uni gli altri malgrado le nostre diversità; nel tendere la mano non solo per ricevere ma anche per dare; nel rispetto reciproco prima fra fratelli poi fra gli uomini e donne aperti alla novità di Cristo e in fine a tutta l’umanità.
Tutto ciò è possibile solo se ci lasciamo plasmare dallo Spirito di Dio che è Comunione d’amore del Padre e del Figlio. Partendo dalla nostra poca fede, la nostra poca carità e la nostra poca speranza ne rendimento di grazia. Il contrario ci porterebbe soltanto al mormorio e allo sdegno di Dio e del prossimo. Che Dio ci aiuti!
don Pierre Mvubu Babela, parroco di Palazzuolo sul Senio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 agosto 2024





