BORGO SAN LORENZO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Cristhian Quintana, nuovo viceparroco di Borgo San Lorenzo.
Buona domenica a tutti. Sono Don Cristhian Quintana, vengo dal Nicaragua, Centro America e dal 1 settembre sono stato assegnato alla Parrocchia di Borgo San Lorenzo come viceparroco.
Oggi vorrei condividere con voi questo Vangelo, che è bellissimo perché Gesù ci interroga perché vuole sapere non solo che pensa la gente di lui, ma cosa pensiamo noi, suoi discepoli, noi che siamo vicino a lui; ci domanda direttamente: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro risponde prontamente: «Tu sei il Cristo», cioè l’Unto, l’inviato del Padre.
È interessante che dopo che la gente e suoi discepoli riconoscono in Gesù il Profeta, il Messia inviato del Padre, Gesù comincia a insegnare che lui sarebbe stato rifiutato, che avrebbe sofferto molto e sarebbe stato ucciso, per poi risorgere. Pietro, che molte volte reagisce come noi davanti alla croce, alla sofferenza, vuole scappare; Gesù, dice il Vangelo, lo chiama in disparte e lo rimprovera. Ma Gesù respinge il ragionamento di Pietro e lo paragona a Satana, perché è il demonio che ti dice ogni giorno: “Perché devi soffrire? Perché devi sopportare questa croce?” Ma dietro a questo annuncio c’è una buona notizia: non siamo da soli a sopportare questa sofferenza, il Signore è con noi, e ci mostra dove andare, per questo ci dice di andare dietro a lui.
Gesù, continua il Vangelo, chiama la folla e dice: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà». Questo è la chiave della vera felicità: seguire Gesù, affrontare e portare la croce come ha fatto lui. Prendere la croce significa assumere la logica dell’amore, vivere una vita che sia simile a quella di Gesù, significa essere discepoli di Gesù, vivere lo stesso percorso che ha fatto Gesù, un cammino di croce e di resurrezione.
Ecco allora una domanda che il Vangelo ci pone: ma noi cristiani siamo convinti che valga la pena perdere la vita per Gesù Cristo e per il suo Vangelo? Non dobbiamo avere paura, perché perdere la vita significa guadagnarla. Coraggio fratelli e sorelle, non siamo da soli. Cristo sta con noi e ci mostra la via della salvezza.
Auguro a tutti una buona domenica.
Don Cristhian Quintana
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 settembre 2024





