BORGO SAN LORENZO – Vale la pena, sul tema dello spostamento del mercato settimanale a Borgo San Lorenzo (articolo qui), fare un approfondimento. Perché è argomento importante, ed anche perché le due assemblee hanno fatto emergere posizioni diverse, evidenziando problemi da risolvere, con osservazioni che è giusto siano prese nella dovuta considerazione.
Per questo provo ad analizzare in sintesi quelli che sono a mio giudizio i temi principali, emersi anche nelle assemblee.
VIVIBILITA’
L’intenzione di migliorare la vivibilità del mercato è stata generalmente apprezzata ma è stato anche fatto notare che essa è sostanzialmente contraddetta dalla scelta di mantenere in alcune zone una densità di banchi molto elevata; la soluzione proposta quindi non propone un chiaro cambiamento di strategia, prevedendo passaggi liberi inferiori ai tre metri sia in piazzale Curtatone Montanara sia in alcuni tratti di via della Casa.
SICUREZZA
Come è facile immaginare, tutti hanno concordato sulla necessità di “mettere in sicurezza” il mercato; ma nessuno di noi immaginava che anche con il nuovo progetto non sarebbe stato garantito ovunque il passaggio per i mezzi di soccorso. Per carità, l’autorità competente ha dato comunque il suo nulla osta, quindi nessuno ha nulla da eccepire; ma visto che ci si è messo mano, non si poteva a questo punto disegnare un mercato completamente penetrabile da tutti i mezzi di soccorso?
PIAZZA DEL MERCATO
La scelta di abbandonare completamente piazza del Mercato non è stata affatto condivisa dai commercianti, sia per ragioni storiche (la toponomastica parla da sé… ) sia per un fatto strategico (ha una posizione molto vicina al centro del paese e, allo stesso tempo, al grande parcheggio del Foro Boario); le motivazioni tecniche addotte dall’amministrazione a supporto di questa scelta non sono risultate abbastanza convincenti: la prima è la necessità di garantire opportuni corridoi per i mezzi di soccorso, che poi però è stata contraddetta in altre aree del mercato; la seconda è l’impossibilità di disporre i banchi lungo la piazza senza soluzione di continuità, quando nei fatti le tanto temute interruzioni sarebbero esigue nel numero e assai brevi nello sviluppo lineare; la terza è la necessità di non impegnare con il mercato sia piazza del Mercato sia piazza Dante per preservare un certo numero di posteggi, ma anche questa è sembrata non del tutto convincente in virtù della forte prossimità con l’area di parcheggio del Foro Boario.
VIABILITÀ E SOSTA
L’aumento della superficie destinata a mercato avrà un inevitabile impatto sia sulla viabilità (più strade chiuse al traffico) sia sugli stalli di sosta a disposizione (ridotti di circa 80 unità). La gestione di tale situazione è stata descritta dall’Amministrazione ipotizzando che la sosta delle autovetture sia affidata ad una sorta di casuale dispersione nelle aree di sosta circostanti mentre per quanto riguarda la viabilità l’impatto è stato mitigato lasciando aperta al traffico piazza del Mercato e l’asse via Giotto-via Roma. Su queste scelte è stato fatto notare che si tratta di misure minimali, volte a limitare un disagio piuttosto che a valorizzare un progetto, mentre la platea ha caldeggiato – pur nell’assenza di un vero Piano del Traffico, di cui Borgo San Lorenzo non si è ancora dotato – una visione progettuale più ampia che preveda quanto meno un piano di accesso e della sosta specifico per il mercato: a titolo esemplificativo è stata suggerita la valorizzazione del Foro Boario come parcheggio scambiatore, potenziandone il collegamento pedonale con il centro e superando così a monte tutte le problematiche minori di circolazione e sosta.
VISIONE
In conclusione, ricucendo in un’unica osservazione le specifiche obiezioni di cui sopra, è stato osservato che il progetto nel suo insieme non mostra un’intenzione forte e una scelta politica chiara su cosa potrebbe e dovrebbe diventare il nuovo mercato, su come esso si dovrebbe integrare con il tessuto commerciale (e residenziale) che lo ospiterà e su quali strategie ed adeguamenti sono previsti dal punto di vista urbanistico. Si è osservato cioè che le misure messe in atto sono tutte e soltanto intese a limitare l’impatto negativo del cambiamento, senza che ai cittadini sia stata proposta una soluzione forte e coraggiosa, veramente innovativa, un cambiamento reale in cui l’amministrazione creda che valga la pena di scommettere. Questa annotazione, che a mio avviso racchiude in qualche modo tutte le altre osservazioni, è stata espressamente rivolta al Vice Sindaco in forma di domanda e di esortazione, invitandolo – e con lui tutta la Giunta – a riconsiderare le scelte fatte e valutare la possibilità di aggiornare il progetto considerando le numerose osservazioni fatte dalla cittadinanza.
PARTECIPAZIONE
Chi con rammarico, chi con ironia, molti dei partecipanti hanno poi sottolineato il tratto grottesco della serata: chiedere ai cittadini un parere su un progetto che è già stato fortemente condiviso dalla Giunta, che tra poche settimane passerà comunque al vaglio del Consiglio e che a primavera entrerà nella sua fase sperimentale. A molti è sembrato un passaggio apparentemente consultivo ma sostanzialmente informativo, un atto dovuto ma non voluto, uno spazio di sfogo offerto alla platea, dove le obiezioni sono state tollerate per un paio d’ore nella certezza che il tempo le avrebbe inesorabilmente cancellate.
Dalle assemblee sono dunque emerse istanze forti che, a mio avviso, chi amministra non dovrebbe trascurare. Dopotutto il confronto aperto è l’unica strada per giungere all’elaborazione di un progetto partecipato e condiviso e dunque l’auspicio è che l’Amministrazione si renda disponibile ad una rivalutazione almeno parziale della proposta, facendo tesoro del contributo propositivo ricevuto dalla cittadinanza.
Enrico Paci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 novembre 2017

